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I mille volti della criminalità in agricoltura

Anticipato nei giorni scorsi al Sottosegretario dell’Interno, Alfredo Mantovano, il documento presentato dalla Coldiretti Puglia, nel corso dell’incontro odierno alla Prefettura di Bari con il Dirigente Superiore del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, Ezno Calabria, è una fotografia, dalle tinte fosche, di quanto il fronte dell’illegalità sia sempre più ampio e riguarda la proprietà fondiaria, le infrastrutture di servizio all’attività agricola e, non da ultime, le produzioni agricole ed agroalimentari.

“I reati contro il patrimonio (furto, abigeato, usura, danneggiamento, pascolo abusivo, estorsione, ecc) rappresentano – spiega il Presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni - la “porta di ingresso principale” della malavita organizzata e spicciola nella vita dell’imprenditore e nella regolare conduzione aziendale. Le notizie di furti di rame di cui sono piene le cronache locali parlano di aziende, pozzi e strutture letteralmente depredate. Al vertice della piramide criminale si colloca, e non potrebbe essere diversamente, il mix di reati e di situazioni di illegalità strisciante che maggiormente devastano e destabilizzano la sana imprenditoria agricola ed agroalimentare  della Puglia”.

Coldiretti ha coniato un neologismo per descrivere il panorama criminale: “agropirateria”. Essa si sviluppa attraverso le importazioni, la manipolazione e la trasformazione di prodotti agricoli di dubbia qualità e provenienza che giungono nel nostro Paese e che diventano “made in Puglia” e “made in Italy” fregiandosi in modo fraudolento dell’immagine che accompagna, nel mondo, le produzioni nostrane.

“È indispensabile evitare che continuino ad essere secretati – chiede il Direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio - i dati relativi alle importazioni dei prodotti agricoli nei nostri territori, addirittura nei confronti degli Organi di Controllo. È, inoltre, assolutamente necessario che l’attività di controllo sia accompagnata da un sistema sanzionatorio più rigido che preveda, per coloro che si macchiano di reati contro la sicurezza alimentare, pene pecuniarie molto elevate fino ad arrivare alla detenzione e alla confisca di beni mobili ed immobili che, come già avviene per i beni sottratti alla criminalità organizzata di stampo mafioso, potrebbero essere assegnati a cooperative e/o associazioni onlus per la produzione, la trasformazione e la commercializzazioni di produzioni agricole ed agroalimentari tipiche di qualità”.

Per questo, la Coldiretti Puglia chiede che, innanzitutto, i controlli debbano essere coordinati da una Cabina di Regia Interforze, attraverso la concertazione continua delle Istituzioni con le Organizzazioni Imprenditoriali e con le Forze dell’Ordine, che tenga sotto osservazione:

- le posizioni fiscali e tributarie delle imprese che investono in agricoltura ma che non hanno altrettanta trasparenza previdenziale e contributiva (Agenzia delle Entrate, Ispettorato del Lavoro);

- la PLV aziendale, i registri di carico in magazzino, le giacenze ed il relativo scarico in termini di produzione, in modo da verificare contabilmente eventuali importazioni a nero o utilizzazione di prodotto improprio (Ufficio Iva,  Guardia di Finanza);

- gli arrivi di prodotti agricoli nei porti e gli spostamenti delle merci anche lungo le grandi arterie del trasporto su gomma (Polizia Stradale, Carabinieri, Guardia di Finanza), aumentando ed irrigidendo i controlli sanitari in rada, alle frontiere e presso i mercati generali e le aree mercatali pubbliche (Guardia Costiera, Uffici Doganali e di Sanità Marittima, NAS e NAC, Corpo Forestale);

- le transazioni immobiliari delle imprese agricole, con maggiori controlli sia nel corso delle aste giudiziarie che nelle vendite tra privati (Uffici del Registro, Conservatorie dei Registri Immobiliari, Agenzie Fiduciarie delle Aste Giudiziarie);

- le offerte esageratamente scontate di prodotti agroalimentari sugli scaffali della GDO, a prezzi inferiori ai costi di produzione.

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