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Giovedì, 13 Agosto 2020

Disoccupazione, Uil: dati preoccupanti

Nuovi dati, tutt’altro che positivi, per la disoccupazione in Italia e ancor più per le regioni del Mezzogiorno. Secondo l’Istat, a luglio, il tasso di disoccupazione si attesta in Italia al 12,6%, in crescita di 0,3 punti percentuali su base congiunturale, equivalenti ad una perdita di occupati pari a 35mila lavoratori rispetto al mese precedente, più di 1.000 unità al giorno.

E’ nel Mezzogiorno che il tasso di disoccupazione raggiunge la percentuale più alta: nel secondo trimestre del 2014, tocca la cifra vertiginosa del 20,3% e, tra i giovani, addirittura si stima il dato esponenziale del 56%. In particolare, in Puglia nel secondo trimestre 2014, il tasso di disoccupazione generale raggiunge il 21,2% rispetto al 19,1% relativo allo stesso periodo dell’anno precedente. In termini assoluti, sono aumentati di 33mila unità i lavoratori in cerca attivamente di occupazione nell’arco di 12 mesi.

“E’ triste pensare che una grande potenza economica come l’Italia abbia enorme difficoltà ad uscire da una crisi che perdura oramai da troppi anni, segnando il passo rispetto ai concorrenti Paesi europei. Siamo molto preoccupati per quanto stia accadendo perché, accanto al fenomeno allarmante della disoccupazione giovanile, si è aggiunto quello dei cinquantenni espulsi dal mercato del lavoro, con il rischio di grandi fratture sociali anche per via dell’ulteriore fenomeno dei disoccupati di lunga durata”.

E’ il commento di Aldo Pugliese, Segretario Generale della Uil di Puglia e di Bari sugli ultimi, pesanti dati della disoccupazione.

“L’imperativo – prosegue Pugliese – è che il nostro Paese ritorni a svolgere la sua autentica funzione. Pertanto, è indispensabile un vero senso di responsabilità di tutte le istituzioni, anche della Puglia, al fine di restituire agli italiani la fiducia persa. Quindi, sono obbligatorie vere politiche attive del lavoro mirate alla creazione di sana e stabile occupazione. In quest’ottica, attendiamo la risposta immediata su infrastrutture ed opere pubbliche in Puglia, già finanziate e al palo da troppo tempo. Di conseguenza, la ripartenza di piccoli e grandi cantieri in grado di dare ossigeno all’economia della nostra regione e registrare l’auspicata inversione di tendenza”.

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