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Uil: "Pronti alla mobilitazione per la questione Sanità"

“I giovani, i lavoratori, i cittadini della nostra Regione, hanno bisogno di certezze per il futuro, eppure la tendenza sembra essere diametralmente opposta. Si continuano a proporre ai pugliesi soluzioni a breve termine, senza un progetto serio e lungimirante. Intanto problematiche come la disoccupazione e la Sanità restano cantieri aperti, la cui conclusione appare lontanissima”.

Il Segretario Generale della Uil di Puglia e di Bari, Aldo Pugliese, non ha usato giri di parole, nel corso del Comitato Centrale della Uil di Puglia e di Bari tenutosi stamani presso l’Una Hotel Regina di Noicattaro, per sollecitare il Governo Regionale ad avviare un confronto serrato con le parti sociali per dare risposte concrete ai cittadini.

“All’orizzonte si intravedono solo tagli – esclama Pugliese - altro che piano di riordino. Invece di razionalizzare il servizio sanitario, si parla solo di 2200 posti letto in meno e di 18 ospedali da chiudere. Il Presidente Vendola aveva promesso l’apertura di cinque tavoli di lavoro per affrontare con decisione la questione, che poi sono rimasti solo belle intenzioni. Nei prossimi giorni valuteremo una mobilitazione unitaria sindacale per stimolare una reazione da parte della Regione”.

Sul Piano per il Lavoro, Pugliese ha ribadito che “si tratta di un’iniziativa importante, ma senza la creazione di sbocchi occupazionali, che passano attraverso la cantierizzazione delle opere pubbliche, grandi o piccole che siano, coinvolgendo le grandi stazioni appaltanti e il mondo imprenditoriale in generale, che invece ad oggi blocca 600 milioni euro nell’assurda guerra dei ricorsi, rischia di rivelarsi un buco nell’acqua”.

Nel corso del Comitato Centrale, il Segretario Nazionale Confederale Guglielmo Loy ha affrontato l’argomento dei costi della politica italiana. “Non sono solo i costi diretti della politica che andrebbero ridimensionati, ma ciò che ruota attorno a questo sistema, che ogni anno assorbe il 10% delle nostre tasse. Ruoli istituzionali, sia a livello locale che nazionale, spesso inutili e dedicati esclusivamente all’intermediazione del consenso politico sono diventati un peso insostenibile per le economie degli italiani. Eliminandoli o almeno contenendoli – ha concluso Loy - si risparmierebbero circa 10 miliardi di euro all’anno e si guadagnerebbe la possibilità di detassare la 13esima degli italiani o di ridurre drasticamente le tasse locali”.

 

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