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Giovedì, 30 Giugno 2022

Alla Fiera del Levante la 57esima Giornata dell’Artigianato

Il recupero dei livelli pre-crisi dell’economia è un percorso non lineare ed irto di ostacoli. Sette anni di crisi hanno profondamente modificato non solo la struttura dell’apparato produttivo ma l’intero scenario internazionale. Il presidente della Confartigianato Puglia, Francesco Sgherza, oggi alla Fiera del Levante per la 59esima Giornata dell’artigianato ha snocciolato i dati di questa crisi. “L’Istat ricorda che dall’inizio della crisi quasi una grande e una media impresa su dieci ha smesso di esserlo. Quello che ha retto –ha affermato- è stato il tessuto delle piccole imprese, e lo ha fatto nonostante l’indifferenza generale, la sottovalutazione dei problemi, l’incognita dei nuovi obblighi di Basilea III che dal 2015 imporranno maggiori accantonamenti per le banche che dovranno concedere credito. In questo quadro la piccola impresa artigiana ha retto perché ha un modello organizzativo incentrato sulle relazioni personali”. Le imprese stentano a crescere, perché la “produttività è fortemente condizionata dall’onerosità dei fattori produttivi di contesto: costi di energia più cari del trenta per cento rispetto al resto del Paese, una burocrazia che si mangia l’1,5 per cento del Pil, una giustizia civile lenta e un fisco che divora il 56 per cento dei fatturati aziendali” continua Sgherza. Il presidente della Fiera del Levante, Ugo Patroni Griffi, sostiene le imprese: “bisogna ripartire dalle categorie produttive, quindi dalle associazioni che le rappresentano. La Puglia ha una grande tradizione artigianale, per questo è un dovere della Fiera confrontarsi con la Confartigianato per migliorare l’offerta fieristica dei prodotti, ma anche per gettare le basi per nuove iniziative”.

Dello stesso avviso è l’assessore regionale allo sviluppo economico, Loredana Capone: “abbiamo realizzato la riforma dell’artigianato in Puglia e l’abbiamo fatto con la partecipazione delle parti sociali. Le imprese artigiane in Puglia rappresentano il 26 per cento del tessuto produttivo, sono quindi una risorsa per noi. Ma sono innegabili le difficoltà che incontrano. Primo tra tutti l’accesso al credito, noi abbiamo finanziato cofidi, ma le banche stentano a concedere credito alle imprese. La Regione ha finanziato il microcredito con un bando da venti milioni, dando fiducia ad imprese sane ma che non hanno le garanzie per accedere al sistema bancario, abbiamo finanziato milleseicento start up.

Ma queste misure da sole non possono bastare, “dobbiamo fare battaglie comuni con la Confartigianato” continua la Capone che parla di oggettivi ostacoli allo sviluppo delle pmi. Il fisco ha un costo eccessivo, i dipendenti non accedono agli ammortizzatori sociali, il costo del lavoro è troppo alto e la formazione è fondamentale. Oggi le imprese, anche le più innovative, hanno bisogno di artigiani. La Regione con la legge sulle botteghe si è mossa in questa direzione. Ancora, sul versante dell’internazionalizzazione, portiamo le imprese in giro per l’Europa, ma le pmi devono aggregarsi perché da sole non possono farcela e anche in questo campo la Regione ha stanziato venti milioni di euro. Anche la Camera di Commercio di Bari si sta muovendo in questa direzione, come spiega il presidente Sandro Ambrosi “incentiviamo le piccole imprese, le start up innovative ed è vicina con diversi strumenti ed azioni a chi vuole innovare e fare impresa”.

Dai lavori della 59esima Giornata dell’Artigianato esce un quadro condiviso di azioni tra tutte le parte sociali. Giulio Colecchia, segretario generale della Cisl Puglia, parlando di rilancio delle piccole e medie imprese focalizza l’attenzione sulla formazione e sul welfare “Abbiamo varato da poco un contratto regionale per gli artigiani che vuole essere uno strumento essenziale per rafforzare la bilateralità, con un occhio di riguardo alla formazione. Uno strumento che si prefigge di creare quel welfare contrattuale, fatto di assistenza per i lavoratori e le attività, condizione essenziale per la ripresa economica delle imprese”.

Welfare aziendale che però difficilmente può essere realizzato singolarmente da aziende di piccole dimensioni, spiega Chieco “Le piccole e piccolissime imprese non hanno gli strumenti necessari per valorizzare in termini sensibili le risorse umane. Devono per questo poter contare su un agire comune, su strumenti e meccanismi messi in atto dalle istituzioni e dalle associazioni di categoria, per valorizzare il capitale umano, come il welfare aziendale, troppo costoso e complesso per essere realizzato dalle singole aziende”. La necessità di fare squadra, di creare sinergie al di là dei singoli interventi è la chiave per uscire dalla crisi, secondo l’assessore comunale alle attività produttive, Rocco De Franchi “Il Comune di Bari ha messo in atto una serie di misure sistemiche, come il bando sulle attività produttive del valore di due milioni di euro, di cui presto saranno disponibili le graduatorie che genereranno lavoro e cantieri. Mi preme però sottolineare che al di là dalle singole azioni, è fondamentale lavorare sinergicamente istituzioni e associazioni di categoria”.

A chiudere i lavori del convegno, Giorgio Merletti, presidente nazionale di Confartigianato imprese, che evidenzia il ruolo che le imprese artigiane hanno avuto in questi anni di crisi “Se non abbiamo fatto la fine della Grecia è solo grazie alle piccole imprese che hanno retto il colpo sostenendo l’intero sistema. Rimettere al centro la persona è imprescindibile. Il paradigma che ci ripetiamo continuamente è persona, famiglia, impresa e territorio. Lavorando per la persona si lavora per la famiglia e subito dopo per l’impresa e per tutto il territorio”.

 

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