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Giovedì, 06 Agosto 2020

Coldiretti: mercato dei fiori in caduta libera

In caduta libera il mercato dei fiori di Puglia che sta vivendo una crisi senza precedenti. Fermo in azienda l’80% della produzione che, in condizioni normali, avrebbe dovuto essere dovrebbe essere smaltita entro la prima settimana di aprile.

“Colpevole la stagnazione dei mercati e il maltempo – denuncia il Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – che ha colpito in maniera straordinaria il nord Italia e il Nord Europa, area di destinazione della quasi totalità delle piante ornamentali e da giardino prodotte in Puglia, gli imprenditori hanno registrato il blocco degli acquisti. Il quadro pericolosamente ingessato è alla base della richiesta di incontro che stiamo formalizzando all’Assessore regionale alle Risorse Agroalimentari, Fabrizio Nardoni, per affrontare la vertenza in maniera urgente e straordinaria”.

Il comparto dei fiori e delle piante ornamentali in Puglia ha raggiunto i 210 milioni di euro di valore, con un   incidenza dell’11,4 percento del valore della produzione regionale su quella nazionale. Il dato sulle aziende è particolarmente significativo ed ha un maggior valore strutturale rispetto a quello sulle superfici che è maggiormente soggetto ad oscillazioni stagionali.

“La situazione è divenuta incandescente – continua il Direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio - a seguito della posizione espressa dai commercianti che hanno rappresentato “l’impossibilità di procedere alla preparazione dei giardini e dei balconi primaverili perché sommersi ancora dalle nevicate e dalle piogge alluvionali straordinarie”. Acquistare un fiore a chilometro 0, rigorosamente ‘Made in Puglia’, significa anche fare una scelta responsabile che salva il clima dall’inquinamento determinato dalle emissioni di gas serra, dovute ai lunghi trasporti che devono subire prodotti importati spesso da Paesi lontani, in cui tra l’altro non sono rispettati i principi base della protezione sociale del lavoro. Un viaggio che ha inizio nelle grandi aziende gestite da multinazionali dove sono denunciati trattamenti brutali contro i lavoratori e continua attraverso un percorso di migliaia di chilometri con l’inutile emissione di  gas a effetto serra a danno del clima”.

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