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Martedì, 07 Luglio 2020

Infortuni sul lavoro in calo nel Mezzogiorno

“Nonostante i miglioramenti evidenziati negli ultimi anni, è bene non abbassare la guardia e continuare a lavorare per condizioni lavorative che garantiscano la salute e la sicurezza, affinché diventino patrimonio comune e diffuso in tutti i settori lavorativi, senza distinzione di genere o di dimensioni aziendali”.

Il Segretario Generale della Uil di Puglia e di Bari, Aldo Pugliese, analizza così i primi dati sugli infortuni sul lavoro in Italia, che segnano una flessione dell’1,9% nel 2010 rispetto all’anno precedente, attestandosi a quota 775 mila, con una diminuzione di 15 mila eventi. Sempre nel 2010, sul versante degli infortuni mortali, si è scesi sotto la soglia dei mille incidenti: per la precisione 980, con una flessione, rispetto al 2009, del 6,9%. Considerando i dati per genere, a fronte di una diminuzione del 2,9% per la componente maschile, in quella femminile si assiste ad un incremento dello 0,4%. Per gli incidenti mortali, nel comparto maschile si registra una flessione del 7,2%, mentre nella componente femminile la situazione resta sostanzialmente stabile. Analizzando i dati per ripartizioni territoriali, si assiste ad un calo degli infortuni più marcato nel Mezzogiorno rispetto al restante territorio nazionale: -3,2% al Sud rispetto al -1,8% del Centro e al -1,5% del Settentrione. Per quanto riguarda la variazione sugli infortuni mortali, la realtà si dimostra diversa: -5,5% nel Mezzogiorno, -11,8% nel Centro e -5,7% nel Settentrione.

“Tuttavia troppo spesso assistiamo – continua Pugliese - ad incidenti, spesso anche mortali, dovuti alla superficialità nelle modalità di lavorazione, ad una cattiva organizzazione dei tempi e dei modi di lavoro, all’assenza  totale o parziale dei dispositivi di protezione individuali e alla mancata conoscenza dei rischi connessi. Incidenti che avvengono, nella maggior parte dei casi, a causa della mancata formazione, di base e di aggiornamento, o di percorsi formativi svolti con superficialità con il solo obiettivo di ottenere, da parte datoriale, le certificazioni di legge in regola. Fondamentale è il ruolo ispettivo e di vigilanza con il conseguente sistema sanzionatorio, ma ancor più importante diventa una politica di accompagnamento nel miglioramento e consolidamento delle procedure lavorative, della formazione e dell’aggiornamento tecnico e tecnologico”.

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