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Domenica, 07 Marzo 2021

Coldiretti: l'Imu va restituita

“Mannaggia a Berlusconi che dice le cose scherzando. Ha ragione quando parla della restituzione dell’IMU, anzi il concetto andava detto ancora meglio. E’ un obbligo dello Stato e per la parte legata all’agricoltura è già scritto in bilancio. Va rispettato il patto costituzionale fiscale. Per noi liberali non esiste un diritto originario dello Stato a pretendere le imposte. Lo Stato è l’organizzazione dei cittadini. Lo Stato ha diritto a chiedere la quantità di imposte utili a rendere il corrispettivo in servizi. Diamo per buona l’IMU e non lo è. Se lo Stato scrive nel bilancio che dall’IMU deve incassare 21 miliardi – ho scritto io quella parte del bilancio – e se ne è trovato 23, la parte in più deve restituirla. Poi, può decidere come restituire i 2 miliardi, sulla prima casa o su altro, ma i 2 miliardi li deve restituire. E non sono 2, perché sono quasi 3 i miliardi. Siccome si fa un bilancio tendenziale, quei soldi, se non li restituiscono, li inseriscono in bilancio come posta ordinaria, dopodiché gravano uscite e scadenze su quelle entrate e buona sera ai suonatori”. Così, ricordando la battaglia a fianco di Coldiretti, che ha portato alle modifiche relative al versamento dell'acconto IMU (in agricoltura), non inserite nel decreto legge di semplificazione fiscale, dimostrando che i numeri inizialmente contenuti nello studio del Ministero delle Finanze riferiti all’impatto dell’IMU sul settore agricolo erano fuorvianti, il senatore Antonio Azzollini, Presidente della Commissione Bilancio del Senato e il Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Donato Bruno, hanno chiuso il ciclo di confronti della Coldiretti Puglia con i candidati alle prossime elezioni.

Non ha perso l’occasione il Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, di sollecitare un impegno vigoroso sulla delicata vicenda della difesa del ‘made in Italy’ e sulla semplificazione degli adempimenti amministrativi in agricoltura, istanze su cui il senatore Azzollini ha risposto che “la semplificazione deve essere la nostra battaglia” e ha preannunziato di aver “sventato l’introduzione immediata della fiscalità commerciale alle società agricole, spostandola di 2 anni. Ma due anni passano velocemente – ha aggiunto – pertanto, dobbiamo lavorare per evitare che un provvedimento così deleterio possa determinare la chiusura di tante imprese agricole”.

Sollecitato dal Direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio, sulla questione del credito, il senatore Azzollini ha teorizzato “un impegno sin da subito ad individuare strumenti creditizi che facciano riferimento diretto alle banche di credito cooperativo, abituate a rispondere efficacemente a rischi bassi e frammentati”, perché il momento è difficile e non è stato ancora superato ed è legato, secondo Azzollini, alle scelte “di questi signori per cui l’economia mondiale è un algoritmo matematico – ha detto - una complessa serie di equazioni. Il più grande economista Oliver Blanchard, capo del fondo monetario internazionale, il cui manuale è letto in tutto il mondo, nel report del fondo monetario inglese, ha ammesso di aver sbagliato. Tutte le manovre che ci hanno fatto fare si basavano sul presupposto che, aumentata di 1 punto la pressione fiscale, l’effetto recessivo, ovvero la diminuzione del PIL, è dello 0,5. Blanchard ha dimostrato che, invece, ad 1 punto di aumento della pressione fiscale corrisponde l’1,72 di riduzione del PIL. Questo ci ha fatto fare manovre pesantissime e Monti non se né ancora accorto”.

In chiusura, l’impegno ad analizzare con attenzione la difficile questione delle pensioni agricole troppo basse.

 

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