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Sabato, 28 Novembre 2020

La creatività quotidiana e artigianale delle donne in casa

Mostra economia domestica

 

Dal 10 novembre fino al 21 dicembre, nel Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana a Roma (piazza della Chiesa Nuova 18), il Ministero per i Beni e le Attività Culturali in collaborazione con la “Federazione Nazionale Casalinghe” (Federcasalinghe) offrono ai visitatori una mostra davvero interessante e, fra l’altro, del tutto inedita per questi anni nei quali l’espressione “donna-in-casa” (o “casalinga”, se dir si vuole”) equivale automaticamente a persona “frustrata-fallita-disperata”. L'esposizione ad ingresso gratuito intitolata “Economia domestica. La creatività quotidiana e artigianale delle donne” (per ulteriori informazioni: 06.68802671- Fax: 06.6893868 - E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), riunisce infatti una selezione di oggetti artigianali creati dalle donne che, contro tutto e tutti, hanno nel passato ed ancora oggi continuano a fare le casalinghe a tempo pieno e, con questa mostra, sperano poter veder nuovamente riconosciuta la dignità e professionalità della loro missione-lavoro. La Federcasalinghe, che è la maggiore organizzazione di rappresentanza di 9 milioni di donne, nel suo Statuto (approvato nel 1982 e successivamente modificato in alcuni punti) s’impegna a questo fine per “la tutela morale, sociale, giuridica ed economica del lavoro casalingo svolto all’interno del proprio nucleo familiare” (art. 2).

Si tratta di un vero “mondo vitale” che, purtroppo, sta sempre più scomparendo (vedasi la disgregazione attuale della famiglia che ne consegue). Scrive a tal proposito il più importante sociologo della famiglia italiano, il prof. Pierpaolo Donati, nella Presentazione ad un recente libro che, assieme alla mostra, è davvero da non perdere (cfr. Maria Ajroldi, «Dimensione casa». Cultura & cura della vita domestica, Ares, Milano 2011, pp. 200, euro 12): «quel mondo della vita quotidiana da cui traiamo il senso più profondo della nostra esistenza e dei rapporti sociali. […] Alla donna e alla famiglia, infatti, appartiene in modo speciale quella “cultura della cura” senza cui non c’è umanità. […] da cui ricevere un alimento prezioso: l’attenzione all’Altro, la cura dell’Altro, nella casa. La casa è infatti il centro di quel mondo, e la donna è “il centro di questo centro”, il perno attorno a cui ruotano le relazioni di cura». Da queste relazioni possono ancora fiorire, giorno dopo giorno nelle piccole cose della quotidianità, l’intimità e l’accoglienza, la collaborazione e la creatività, la gratuità, la condivisione, il senso della vita.

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