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«Il XXI° è il secolo della cristianofobia»

Luci sull'est rid

 

«Più i cristiani sono fragili in Occidente più vengono perseguitati dove sono minoranza religiosa. Ecco perché quelle persecuzioni riguardano tutti e si rende necessaria una nuova evangelizzazione, perché l’unico modo di combattere la violenza contro noi cristiani è conoscere sempre meglio le nostre origini ed essere sempre di più noi stessi». Lo ha detto l’eurodeputato Magdi Cristiano Allam intervenendo al convegno “I buoni saranno martirizzati. Le persecuzioni ai cristiani nel secolo XXI”, organizzato questa sera dall’Associazione Luci sull’Est in occasione dei suoi 20 anni di attività, presso la Pontificia Università Lateranense.

 

«Il XX è stato effettivamente il secolo dei martiri – ha aggiunto Julio Loredo, portavoce dell’Associazione Luci sull’Est, moderatore del convegno – e l’attentato alle Torri gemelle di New York del 2001 ha mandato in frantumi ogni velleità di facili concordie. Per questo Papa Benedetto XVI ha usato la parola “cristiano fobia”. Ogni anno, 105.000 cristiani nel mondo sono condannati al martirio. In diversi paesi a maggioranza cristiana, la Chiesa è in via di estinzione e in una situazione di crescente difficoltà. Un vero e proprio “olocausto” del quale purtroppo, si parla poco ma che continua silenziosamente a mietere vittime».

 

«La persecuzione dei cristiani nel mondo – ha spiegato Massimo Introvigne, rappresentante per la “Lotta contro il razzismo, la xenofobia e la discriminazione contro i cristiani e i membri di altre religioni” dell’Ocse - è la prima emergenza umanitaria dei nostri tempi: l’intolleranza verso i cristiani è un problema per tutti, per la società civile e per le organizzazioni umanitarie. L’esperto di statistica, David Barret, nel 2000 stimò il numero di martiri, da Gesù al dicembre 2000, a 70 milioni. La gran parte di loro, 45 milioni, sono stati uccisi nel XX secolo. Oggi le statistiche affermano che ogni 5 minuti viene martirizzato un cristiano. Papa Benedetto XVI ha elencato i nomi dei principali persecutori: il fondamentalismo islamico, i paesi rimasti comunisti, i nazionalismi religiosi e infine anche l’Occidente».

 

Il vescovo Luigi Negri ha riconosciuto le ragioni del martirio dei cristiani nell’«ideologia moderna, convinta dell’”autosufficienza metafisica” dell’uomo. Ma Papa Giovanni Paolo II – ha proseguito monsignor Negri – ci ha consegnato la chiave culturale per leggere la modernità: essa confluisce nell’ateismo e l’ateismo nella violenza, e l’ideologia è esclusiva del diverso. Ma il martirio è implicito nella missione della Chiesa quando essa viene rifiutata: i martiri ci interrogano sulla nostra identità e ci costringono ad essere cristiani autentici».

 

Padre Bernardo Cervellera, direttore di Asia News, ha analizzato la situazione in Cina, «paese che è riuscito ad esportare un’immagine “turistica” di sé, nascondendo la sua immutata ferocia contro i cristiani. La Cina perseguita i cristiani per i loro bisogni spirituali che li rendono indipendenti dal Governo e li libera dal suo controllo».

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