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Lunedì, 17 Febbraio 2020

Nell’ambito delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il 21 febbraio 2011 alle ore 11.00 avrà luogo al Palazzo del Quirinale un incontro su “La lingua italiana fattore portante dell’identità nazionale”.
L’evento è promosso dalla Presidenza della Repubblica con la collaborazione dell’Accademia dei Lincei, dell’Accademia della Crusca, dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana e della Società Dante Alighieri.
L’incontro sarà aperto da Gianni Letta in rappresentanza del Governo. Seguirà un filmato realizzato da Giovanni Minoli con i materiali d’archivio della RAI. Quindi Giuliano Amato, Presidente del Comitato dei Garanti del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, introdurrà l’iniziativa affrontando il tema “La lingua italiana e l’unità nazionale”. Seguiranno gli interventi di personalità del mondo accademico e culturale: Tullio De Mauro su “L’Italia linguistica dall’Unità all’età della Repubblica”, Vittorio Sermonti su “La voce di Dante”, Luca Serianni su “La lingua italiana nel mondo”, Carlo Ossola su “I libri che hanno fatto gli italiani”, Nicoletta Maraschio su “Passato, presente e futuro della lingua nazionale” e Umberto Eco su “L’italiano del futuro”.
Le riflessioni sul rapporto tra la lingua italiana e l’identità della nazione saranno intervallati da letture di brani letterari che hanno segnato l’evoluzione della lingua nazionale, da parte di Fabrizio Gifuni, Umberto Orsini, Ottavia Piccolo, Toni Servillo e Pamela Villoresi. Due pagine musicali saranno interpretate da Roberto Abbondanza (baritono) e da Federico Amendola (pianoforte).
Nella stessa giornata sarà aperta nella Sala delle Bandiere del Quirinale la mostra “Viaggio tra i capolavori della letteratura italiana. Francesco De Sanctis e l’Unità d’Italia”, promossa dalla Fondazione De Sanctis, che sarà aperta al pubblico da martedì 22 febbraio a domenica 3 aprile: “Un viaggio - ha scritto il Capo dello Stato nel catalogo dell’esposizione - tra i capolavori che hanno radicato in noi il sentimento di appartenere a una comunità di lingua e di ideali”.
Oggi la nostra lingua vive un momento di grande vitalità; si confronta con le altre lingue del mondo in tutta la sua giovinezza - 150 anni per una lingua scritta e parlata da un’intera comunità nazionale sono davvero pochi - ma anche in tutta la sua vecchiaia. Se partiamo da Dante e dal fiorentino poi fatto italiano la nostra lingua non ha un secolo e mezzo di vita ma più di sette” commenta Nicoletta Maraschio, Presidente dell’Accademia della Crusca; auspicando che “queste celebrazioni possano essere un’occasione straordinaria per diffondere nelle giovani generazioni la consapevolezza, purtroppo non ancora abbastanza diffusa, dell’importanza dell’italiano e dell’intera nostra storia linguistica: una storia ricca e complessa, basata su delicati equilibri che sarà loro compito rispettare e valorizzare”.

Scorci della Via Francigena

Si è svolto a Roma il convegno “La Via Francigena nell’ambito degli itinerari culturali europei”. All'evento, che si è tenuto presso la Sala delle bandiere del Parlamento Europeo, ha partecipato il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti.

L’iniziativa è stata promossa per rilanciare nell’ambito degli itinerari culturali europei, la Via Francigena che da Canterbury conduce a Roma attraversando Inghilterra, Francia, Svizzera e Italia.

Il convegno - frutto del dialogo avviato dagli europarlamentari Silvia Costa e Marco Scurria con il Consiglio d’Europa, la Commissione europea, l’Associazione Europea delle Vie Francigene e l’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali di Lussemburgo - intende rilanciare una forte sinergia a partire dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni del centro Italia con i territori europei interessati, nonché con le Associazioni dei pellegrini-camminatori e le istituzioni impegnate sul piano culturale, religioso e turistico, tra cui l’Opera romana pellegrinaggi e la Rete dei Cammini.

All’incontro sono intervenuti anche i presidenti delle Province di Viterbo, Rieti, Siena e Perugia e i rappresentanti delle Regioni Lazio, Toscana e Umbria e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

"Il turismo deve diventare la prima industria del Lazio e come Regione metteremo a disposizione degli operatori strumenti normativi migliori e di più facile utilizzo, sosterremo il settore e le imprese e saremo promotori della nostra regione nel mondo". Lo ha detto la presidente della Regione Lazio Renata Polverini intervenendo a Latina al primo congresso delle imprese del turismo integrato.
"Creeremo - ha annunciato la presidente della Regione - percorsi turistici non solo religiosi o enogastronomici, ma anche culturali, mettendo al centro il cinema, il teatro e l'audiovisivo. Io credo - ha aggiunto Polverini - che gli imprenditori meritino più considerazione, perché hanno dimostrato di saper tenere duro in un momento di crisi non chiedendo soldi ma sburocratizzazione, istituzioni in grado di promuovere il territorio e di accompagnarli nel processo dello sviluppo".
La Regione sta inoltre dialogando con importanti teatri di Roma per creare una rete che possa portare turisti e spingerli a fermarsi, dormire e quindi conoscere e visitare anche quelle zone. "Abbiamo in cantiere- ha concluso Polverini - iniziative di promozione per far conoscere le nostre meraviglie ai mercati turistici emergenti quali Russia, Brasile, India e Cina".

Ventisei  anni fa la Regione Lazio approvava la legge "Norme in favore dei Rom" (1). Una legge all'avanguardia che affrontava il problema dei Rom con largo anticipo e che, se attuata, avrebbe probabilmente evitato i problemi dei quali oggi tutti parlano. La legge, tutt'ora valida, ha come finalita' la valorizzazione della cultura e l'integrazione del popolo dei Rom. Tra l'altro per i campi Rom si stabiliva che "Il campo di sosta deve essere dotato di recinzione, servizi igienici, illuminazione pubblica, impianti di allaccio di energia elettrica ad uso privato ed area di giochi per bambini. L'unita' sanitaria locale competente per territorio garantisce al campo di sosta la vigilanza igienica e l'assistenza sanitaria. I Rom che intendono accedere al campo di sosta devono versare un contributo all'amministrazione comunale, con la quale concorrono congiuntamente nella gestione del campo di sosta." Si stabilivano, anche, i relativi finanziamenti ai Comuni
ospitanti i Rom.
Dopo 26 anni questi obiettivi non sono stati raggiunti perche' nessuno li ha perseguiti. La tragedia di questi giorni conferma la incapacita'  dei Comuni, ed in particolare di quello di Roma, di affrontare il problema nel corso di un quarto di secolo.  Occorre iniziare a fare quello cui non si e' dato inizio 26 anni fa.

(1) http://notes.regione.lazio.it/Produzione/Normativa/Leggi.nsf/RicercaWeb/A9E1633D28EC1CC5C1256FF900459DCD

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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