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Sabato, 18 Gennaio 2020

Vomero: un quartiere senza strutture alberghiere

Dalle nostre parti, in analoghe, circostanze, si dice che si vuole “ friggere il pesce con l’acqua. Così in questi giorni si presenta una manifestazione che si svolgerà al Vomero e che, nelle intenzioni degli organizzatori, così come si legge su di un opuscolo “ si propone come obiettivo di ospitare sul territorio collinare una grande quantità di turisti “. Si parla, dunque, ancora una volta e a chiacchiere, di un inserimento del Vomero nel circuito turistico, ma si ignora che l’ultimo albergo del quartiere, sopravvissuto alla chiusura dell’altra struttura collinare, trasformata anni addietro in civili abitazioni, ha chiuso definitivamente i battenti da un paio d’anni. Ci domandiamo dove dovrebbe dunque alloggiare “ la gran quantità di turisti” che peraltro   al Vomero non si sono mai visti, dal momento che, se si se si eccettua qualche bed and breakfast, realizzato da privati trasformando civili abitazioni per offrire un servizio a pagamento a pochi ospiti di passaggio, non vi sono strutture ricettive adeguate. Se questa è la politica turistica di chi amministra il capoluogo partenopeo, che si affida all’intervento, parziale e limitato naturalmente, dei privati, allora siamo davvero alla frutta. Si va all’estero a pubblicizzare il marchio Napoli, spendendo fior di quattrini, è poi vi sono aree, a vocazione turistica, come il Vomero, con i siti di San Martino e della villa Floridiana, abbandonate da anni, senza alcun intervento teso a dotarle delle necessarie ed adeguate infrastrutture.

 

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