Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Lunedì, 19 Ottobre 2020

Hamm e Crotone, un'amiciz…

Ott 07, 2020 Hits:658 Crotone

Cerrelli: “Vile attacco a…

Set 14, 2020 Hits:1428 Crotone

Grande successo per la mo…

Set 11, 2020 Hits:952 Crotone

Ad Amadeus il "Premi…

Ago 27, 2020 Hits:1656 Crotone

Le colonne d'oro di Miche…

Ago 04, 2020 Hits:2406 Crotone

Centro storico ripulito d…

Ago 03, 2020 Hits:1920 Crotone

Nuovo look per Isola Capo…

Lug 21, 2020 Hits:1909 Crotone

Michele Affidato firma i …

Lug 16, 2020 Hits:1862 Crotone

Confcommercio: Russo, “Inutile posticipare la festa di San Gennaro”

La soppressione delle feste patronali o, meglio, il loro accorpamento alla domenica successiva così come approvato dalla Commissione Bilancio del Senato, non piace neanche ai commercianti napoletani.

“Se il provvedimento non sarà modificato – ha affermato infatti il leader di Confcommercio Napoli, Pietro Russo – addio a San Gennaro: il 19 settembre diventerà un giorno come tutti gli altri e non più la festa del Santo Patrono di cittadino. Abolire la festività accorpandola alla domenica successiva significa cancellare d’amblé secoli di storia, di tradizione, di cultura. E in nome di che cosa? Non credo – ha continuato Russo – che cancellando delle date dal calendario si contribuisca a salvare il Paese”.

“Ha ragione allora il Cardinale Sepe – ha concluso il presidente della Confcommercio partenopea - quando afferma che è impossibile chiedere a San Gennaro di spostare il giorno in cui compiere il miracolo. La religiosità, così come viene vissuta dalla maggior parte dei napoletani, ha rappresentato per secoli e soprattutto nei momenti difficili della nostra storia un aiuto, un conforto. San Gennaro rappresenta qualcosa di diverso rispetto ad altri nomi della Chiesa: il nostro patrono ha continuato un percorso a ritroso, umanizzando la sua figura, ritornando lì da dove era partito, tra la povera gente, tra i bisognosi, i devoti, sia pur con tanto di aureola e di ampolle, tra quell’anima collettiva, antichissima, che si chiama Napoli”.

 

 

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI