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Lunedì, 24 Gennaio 2022

Province e municipalità vanno abolite

Auspichiamo da tempo che si proceda alla totale abolizione sia delle Province che delle Municipalità, ritenute entrambe “enti improduttivi” se rapportati agli elevati costi della loro sopravvivenza e alle scarse deleghe attualmente conferite da leggi e regolamenti.

Bisogna ritornare allo spirito sociale, al volontariato politico, come accadde agli inizi degli anni ’80 con le prime circoscrizioni elettive, quando non vi era alcun riconoscimento economico, non esistevano gli   assessori municipali ed i consiglieri ricevevano un gettone di presenza di appena 20mila lire per le sole sedute consiliari, che sovente erano destinate alle sezioni dei partiti d’appartenenza. Per le commissioni non veniva riconosciuto alcun gettone di presenza, né era consentito allontanarsi dal posto di lavoro. Gli assessori municipali non esistevano. Non vi era inoltre alcuna possibilità da parte di un eventuale datore di lavoro di essere rimborsato dal Comune per le assenze dei consiglieri, potendo gli stessi usufruire al massimo di un permesso orario, per il tempo strettamente necessario per partecipare alle sole riunioni di consiglio, che, mediamente, erano due o al massimo tre al mese e, di norma, si svolgevano nelle ore serali.

Basta dunque con gli sprechi. Non è possibile continuare a mantenere in vita questi “enti inutili”, quali sono le Province e le Municipalità, le prime con pochi poteri che potrebbero essere tranquillamente assorbiti dalle Regioni e le seconde con nessun potere operativo, visto che non hanno mai avuto piene deleghe, le quali ultime sono rimaste centralizzate a livello comunale.

 

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