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Sabato, 23 Gennaio 2021

Un sindaco votato da meno di un terzo degli elettori

Invece che fare la corsa per saltare sul carro del vincitore, sperticandosi in elogi fuori luogo, accorerebbe fare un’attenta analisi sul voto partenopeo. Questa tornata amministrativa sotto il Vesuvio ha rappresentato innanzitutto la Waterloo dei partiti politici, sia di destra che di sinistra. Ad uscirne sconfitto è sia il centro-sinistra che ha governato la Città negli ultimi 18 anni e che presentava un candidato scelto all’ultimo momento, dopo il fallimento delle primarie, il quale non è riuscito neppure a superare il primo turno, sia il centro-destra che ha visto nel ballottaggio il crollo verticale del proprio candidato, scarsamente sostenuto complessivamente dalle undici liste con le quali era apparentato. Un altro dato importante del quale bisogna tener conto è il forte astensionismo registrato nel ballottaggio. In pratica un napoletano su due non è andato a votare, non parteggiando, evidentemente, per nessuno dei due candidati rimasti. A conti fatti il neoeletto sarà il sindaco scelto da poco meno del 33% dei napoletani che avevano diritto al voto, avendo raccolto, secondo i dati forniti, 264.730 voti sugli 812.450 iscritti nelle liste elettorali. Dunque meno di un napoletano su tre si riconosce nel prossimo primo cittadino partenopeo, il quale, con questa consapevolezza dovrà, tra l’altro, gestire una situazione straordinaria, con un buco finanziario di notevole portata. Una prima patata bollente da affrontare non appena s’insidierà a Palazzo San Giacomo.

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