Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Sabato, 11 Luglio 2020

Fa tappa a Napoli la goletta francese Tara

veliero Tara

La spedizione della goletta Tara, coordinata da Gaby Gorsky, responsabile scientifico della missione e direttore dell’Osservatorio oceanologico di Villefranche-sur-Mer (CNRS-UPMC), è iniziata a maggio e terminerà a novembre 2014. Due gli obiettivi: condurre uno studio scientifico sull’inquinamento da plastiche e promuovere una presa di coscienza sui cambiamenti ambientali alla luce degli oltre 450 milioni di persone che vivono nelle zone costiere del Mediterraneo. A Napoli la goletta si fermerà fino a lunedì. Questa tappa, evento del Forum Universale delle Culture (www.forumculture.org) è stata una proficua occasione di incontri con il pubblico. L' Istituto Francese di Napoli, il Grenoble, diretto da Christian Thimonier, che è anche il Console generale di Francia, ha ospitato la serata di venerdì, dedicata alla proiezione del film documentario “Tara Oceans, voyage aux sources de la vie “ alla presenza dell'Ambascatrice di Francia in Italia, Catherine Colonna. Quello della goletta è un viaggio lungo sette mesi, da maggio a novembre, di sedicimila chilometri con 22 fermate, 11 paesi e una sosta in Italia, a Napoli. Per cinque giorni il golfo partenopeo ospiterà il veliero Tara, protagonista di Tara Méditerranée, una grande esplorazione scientifica per quantificare la presenza delle microplastiche nel Mediterraneo e i conseguenti effetti sull’ambiente, la biodiversità, la salute dell’uomo. Per l’occasione la Stazione Zoologica Anton Dohrn (www.szn.it) ha promosso un fitto programma di eventi, conferenze, riflessioni e incontri tra ricercatori, studenti, pubblico e istituzioni. Al centro degli appuntamenti napoletani sono: Tara Oceans - ricerca conclusa nel 2012 sugli effetti del riscaldamento globale sulla biodiversità nei mari del mondo - e l’attuale Tara Méditerranée, ancora in corso. Le esplorazioni vedono in prima linea numerosi studiosi della Anton Dohrn tra cui: Daniele Iudicone, coordinatore per l’oceanografia nella spedizione Tara Oceans, che si è interessato di identificare il ruolo delle correnti marine al fine di determinare la diversità planctonica; Maria Grazia Mazzocchi, responsabile dell’analisi dello zooplancton per Tara Méditerranée, il cui compito è di studiare il plancton che vive insieme ai microframmenti di plastica; Gabriele Procaccini, studioso di diversità molecolare degli organismi marini e capo spedizione in una delle tappe di Tara Oceans e Adriana Zingone, responsabile delle analisi morfologiche del fitoplancton per Tara Oceans. Fondamentale la spedizione, dato che la microplastica si insinua in tutte le forme di vita che abitano nel mare, microplancton incluso, dove la “convivenza” avviene per organismi anche di un millimetro. Plastica che impiega dai due ai trecento anni per degradarsi e che costituisce un pericoloso ecosistema che finisce per entrare anche nella rete alimentare. “Ingresso” le cui conseguenze sul lungo periodo non sono ancora note ma che sicuramente influenza la chimica e la biologia marina. Un inquinamento in miniatura, un mostro ambientale invisibile all’occhio umano. I primi risultati dei campioni raccolti nei primi mesi di spedizione già chiariscono che nel Mediterraneo c’è molta più plastica di quanta ne vediamo: si parla di almeno 250 miliardi di microframmenti. Ma saranno necessari ai ricercatori quasi 10 anni per analizzare tutti i dati, un lavoro che culminerà con una visione integrata dell’ecosistema planctonico mondiale e delle sue relazioni con l’ambiente. I paesi coinvolti nel progetto sono: Albania, Grecia, Libano, Malta, Tunisia, Algeria, Francia, Italia, Spagna, Marocco, Portogallo. Tra i risultati raggiunti da Tara Oceans: microrganismi, una nuova banca mondiale di dati raccolti a bordo per delineare meglio la regolazione globale del clima terrestre; genomi, una diversità inedita di contenuti in geni planctonici, soprattutto a livello di fitoplancton; la messa in risalto di una grande dinamica di popolazioni coralline e la scoperta di dieci nuove specie, in particolare nelle isole Gambier. Numerosi gli eventi dedicati alla divulgazione scientifica: un programma rivolto alle scuole che terminerà il 31 ottobre che intreccerà le esperienze di Tara ad incontri, laboratori di ricerca scientifica e alla realizzazione e proiezione in anteprima - venerdì 31 ottobre a Città della Scienza - del film sulla tappa napoletana di Tara e il lavoro dei ricercatori della Anton Dohrn, prodotto dal Forum Universale delle Culture di Napoli e Campania. C’è stata anche una parata di Tara nel Golfo di Napoli con il partenariato della Lega Navale Napoletana e l’incontro, aperto al pubblico, “Science&Society” previsto per lunedì 13 ottobre alle ore 18, presso la Stazione Zoologica di Napoli, dedicato alle grandi esplorazioni scientifiche con la partecipazione di ricercatori internazionali come Christiane Groeben (Stazione Zoologica A. Dohrn), Ferdinando Boero (Università del Salento) e Chris Bowler, scienziato presso Ecole Normale Supérieure (Paris).

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI