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Domenica, 09 Agosto 2020

Il Vomero non diventi il luna park dei napoletani!

Manifestazioni episodiche, di carattere squisitamente ludico, come quella di questi giorni, a conti fatti, non sortiscono alcun richiamo per il turismo né tantomeno servono ad aiutare il terziario commerciale in crisi. C’è invece il rischio che il Vomero possa diventare il luna park di Napoli e provincia, alla luce del possibile ritorno dell’antico “panem et circenses”. Si avverte la mancanza di una seria politica produttiva ed occupazionale a favore del popoloso quartiere collinare. Così la situazione diventa sempre più difficile, come testimoniano anche recenti fatti di cronaca, rendendo non più differibile l’esigenza di un’adeguata programmazione per il rilancio, anche occupazionale, del quartiere collinare della città. Ogni tanto si parla di un inserimento del Vomero nel circuito turistico nazionale ed internazionale, senza però tener conto, tra l’altro, del fatto che mancano strutture ricettive adeguate. Così, mentre il marchio Napoli viene pubblicizzato all’estero, con risultati lusinghieri almeno per alcune mete, continuano nel capoluogo partenopeo a permanere zone, come il Vomero, con siti storici ed ambientali noti in tutto il mondo, come San Martino e la villa Floridiana con il museo Duca di Martina, che non vengono attrezzate, dotandole delle necessarie infrastrutture. Il Vomero, come è sotto gli occhi di tutti, è un quartiere che sta subendo un lento ma graduale declino da alcuni anni a questa parte. Anche il settore commerciale, fiore all’occhiello fin dagli anni ’60, sta attraversando un periodo di forte recesso, con la chiusura di decine di esercizi e la conseguente perdita di numerosi posti di lavoro, senza che ai tanti, a partire dai giovani, in cerca di un’occupazione, vengano offerte valide e concrete alternative che, appunto, potrebbero venire dalla valorizzazione della naturale vocazione turistica e culturale del quartiere.

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