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Sabato, 04 Luglio 2020

Il 17 novembre del 2009, con atto deliberativo approvato all’unanimità dei presenti e reso immediatamente esecutivo,  il Consiglio comunale di Napoli approvava la proposta di deliberazione di iniziativa consiliare n. 146E che proponeva l’istituzione dell’anagrafe pubblica degli eletti. A distanza di 15 mesi da quella data tale anagrafe non è stata ancora pubblicata sul sito web del Comune di Napoli. Anzi, da una recente intervista al presidente del Consiglio comunale, si apprende che per conoscere redditi ed attività dei consiglieri bisognerà aspettare ancora quindici giorni. Non solo, ma i dati saranno incompleti. E tutto ciò a tre mesi di distanza dal rinnovo delle assisi comunali e municipali. Quali siano i motivi per i quali non è dato conoscere, nonostante l’atto deliberativo, dati tra i quali gli stipendi, i rimborsi ed i gettoni di presenza, di sindaco, 16 assessori, 60 consiglieri comunali, 10 presidenti di municipalità, 30 assessori municipali e 300 consiglieri municipali, per un totale dunque di 417 pubblici amministratori, a distanza di un anno e tre mesi, non è dato esattamente sapere. Parrebbe che ci siano problemi in ordine alla legge sulla privacy e, più in generale, non meglio precisati “intoppi burocratici”. Insomma uno dei pochi atti approvati nella consiliatura che sta volgendo al termine, risulterebbe di fatto vanificato, anche perché nell’intervista succitata, riguardo alle municipalità,  lo stesso presidente del consiglio comunale, afferma:  “ Sto inviando le comunicazioni ai presidenti per avere informazioni. Ma credo che sarà difficile ottenerle subito “. Insomma i dati per le municipalità non sarebbero stati neppure ancora richiesti. Da qui la conseguenza ovvia che, seppure l’anagrafe degli eletti fosse pubblicata prima delle prossime elezioni amministrative, essa sarà incompleta nei dati. E ciò in barba alla tanto conclamata, ma solo a parole, trasparenza e pubblicità degli atti amministrativi.

Vige o non vige la zona a traffico limitato istituita alcuni anni fa in via Luigia Sanfelice al Vomero, dopo numerose proteste e petizioni dei residenti? Pongo la domanda all’amministrazione comunale partenopea dopo aver constatato che in detta strada, nell’arco temporale di vigenza del dispositivo, dalle 7 alle 13, le autovetture private ed i motorini continuano a circolare liberamente. Eppure, in base alla segnaletica verticale posta all’incrocio con via Cimarosa, la circolazione dovrebbe essere impedita a tutti i veicoli durante l’intera mattinata, ad eccezione dei residenti muniti però del contrassegno come da O.S. n. 1083/00, dei veicoli adibiti al trasporto pubblici e a taxi, dei veicoli di emergenza e di soccorso e di quelli in servizio di vigilanza delle forze dell’ordine, dei veicoli autorizzati a servizio di persone invalide e dei mezzi di carico e scarico delle merci, durante gli orari consentiti. Constatato che invece il traffico veicolare si svolgeva normalmente andando ad ulteriormente intasare l’incrocio tra via Cimarosa e via Bernini, stamani ho chiesto lumi al riguardo ai vigili urbani presenti proprio all’imbocco di via Luigia Sanfelice. Dalle risposte mi è sembrato di capire che non fosse ben chiaro se l’ordinanza, che a suo tempo aveva istituito la Ztl, fosse ancora in vigore. Ma se risultasse che l’ordinanza non è più operativa, non sarebbe il caso di eliminare la segnaletica orizzontale che la richiama? Personalmente sono dell’avviso che la zona a traffico limitato dovrebbe permanere, attuando però i necessari controlli, anche a mezzo di dispositivi elettronici, per farla rispettare, ma se l’amministrazione avesse deciso di revocare il provvedimento, bisognerebbe allora anche adeguare la segnaletica, eliminando la palina attualmente posta all’ingresso della strada. Alla luce di quanto sopra ci auguriamo che il sindaco e gli uffici competenti facciano al più presto chiarezza su di una vicenda che allo stato desta non pochi dubbi e perplessità.

Venerdì 18 febbraio, alle ore 19, S.E. Mons. Carlo Liberati, Arcivescovo Prelato e Delegato Pontificio di Pompei, presiederà la solenne celebrazione Eucaristica in occasione dell’inizio della sua Visita Pastorale alle parrocchie di Pompei.

Durante la cerimonia, sarà letto il decreto d’indizione della Visita che sarà consegnato a tutti i parroci della Diocesi.

In preparazione allo speciale evento di grazia, Mons. Liberati ha indirizzato a tutti i fedeli della Prelatura e del Santuario della B.V. Maria del S. Rosario una lettera in cui è espresso tutto il senso di una Visita Pastorale. Rivolgendosi direttamente al popolo che Dio gli ha affidato, l’Arcivescovo ha spiegato che sarà l’occasione “per conoscerci ancora più in profondità, per realizzare nel tessuto della vita quotidiana delle Vostre famiglie il mio desiderio di incontrarvi più da vicino, per condividere con maggiore cordialità ed affetto le gioie e le speranze, i dolori e le angosce che abbiamo nel cuore!”.

La prima parrocchia che Mons. Carlo Liberati visiterà è quella di “Maria SS.ma Immacolata Concezione”, in via Tre Ponti. Sarà accolto dal parroco, don Sebastiano Bifulco, e dalla comunità, dal 20 al 26 marzo.

Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, sostenitore della prima ora della candidatura a sindaco di Napoli del past president dell’Unione degli industriali di Napoli, nonché numero uno di Meridie, Gianni Lettieri, fondatore di un gruppo su Facebook dal titolo “ VOGLIAMO GIANNI LETTIERI SINDACO DI NAPOLI “, che ha raggiunto il traguardo dei 1.250 iscritti ( http://www.facebook.com/group.php?gid=98935297954 ), esprime soddisfazione per la condivisione della sua proposta espressa in queste ore da parte di Forza del Sud, la nuova formazione del sottosegretario Gianfranco Micciché.

“ Ho piacere – esordisce Capodanno - che su questo terreno stiano convergendo anche formazioni politiche oltre ad alte personalità del mondo dell’imprenditoria e della società civile, a partire dal presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia che ha dichiarato di recente di vedere di buon occhio la candidatura di Lettieri “.

“ Basta con i “soliti noti” e con le spartizioni tra i partiti – afferma Capodanno -. Siamo stufi dei politici di professione, gente che già prima di Tangentopoli occupava posti di potere e che a Napoli sono sempre gli stessi da 30 anni a questa parte. Non hanno fatto nulla per la città, in tanto tempo, preoccupandosi solo di consolidare il loro potere personale, scalando tutti i gradini fino al parlamento nazionale. Oggi Napoli ha bisogno di una svolta che può essere garantita solo da una forte personalità proveniente dal mondo della società civile, come Lettieri, che ha dimostrato capacità manageriali ed operative nel campo industriale anche in momento difficile come quello che abbiamo attraverso negli ultimi tempi “.

“ A Napoli si avverte la necessità di una candidatura forte che aggreghi vasti strati della società civile, oltre che le tante anime che convivono nel centro-destra partenopeo – prosegue Capodanno -. Ciò può avvenire solo scegliendo un candidato autorevole che non provenga dalle strutture interne dei partiti “.

“ Anche per superare il rischio concreto che, se il nominativo del candidato sortisse dalla rosa degli esponenti interni ai vari partiti che si riconoscono nelle mille anime che attualmente animano il centro-destra napoletano, nascerebbero le frange degli scontenti, sostenitori di coloro che rimarrebbero fuori, i quali poco o nulla s’impegnerebbero per la vittoria – puntualizza Capodanno -. Da qui la necessità di un nome che sia super partes. Pure sotto questo aspetto, Gianni Lettieri, per la stima e gli apprezzamenti che riscuote anche a livello nazionale, è di fatto il candidato ideale per governare Napoli negli anni a venire “.

La solita iniziativa di facciata di Palazzo San Giacomo, quella della maxi-ztl, con la consapevolezza di un flop ampiamente annunciato, pure per i tempi stretti per la pubblicizzazione di un provvedimento assunto solo alla vigilia della sua entrata in vigore. Peraltro non è certamente con provvedimenti tampone una tantum, che si migliora la qualità dell’aria. Fallimento totale in buona parte dell’area collinare, dove sono state migliaia le autovetture e motorini che incuranti dello stop continuavano a circolare come in una qualsivoglia altra giornata. Anche il trasporto pubblico su gomma ha lasciato a desiderare con utenti in attesa anche per oltre 30 minuti alle fermate degli autobus e vetture affollatissime.  Sono ben altri i provvedimenti che bisogna prendere, per la mobilità urbana, per risolvere i problemi dello smog, alla luce oramai dei continui sforamenti dei limiti degli agenti inquinanti. E’ mancata fino ad oggi una seria politica di programmazione nel settore della viabilità, con la riproposizione sistematica di palliativi, come quello di questi giorni. E’ mancata una politica dei parcheggi d’interscambio, come quelli alle uscite della Tangenziale, primo fra tutti quello sotto i viadotti di via Cilea, atteso da lustri, ma anche per il potenziamento dei mezzi su gomma e per un funzionamento ottimale dei mezzi su ferro. E’ mancata, infine, un’idonea politica di programmazione delle isole pedonali, non intesa come mera chiusura di un tratto di strada, come quello di via Scarlatti o, più di recente, di via Luca Giordano, che ripropone, amplificandoli, i problemi della viabilità nelle strade limitrofe, ma come un insieme di provvedimenti che tendono realmente a diminuire il traffico veicolare privato incrementando il trasporto pubblico ed i parcheggi d’interscambio.

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