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Lunedì, 06 Luglio 2020

Monta la protesta al Vomero per la chiusura della villa Floridiana. Cittadini arrabbiati per un evento inaspettato nel primo giorno di primavera, con motivazioni che destano non poche perplessità. “ Sui giornali si legge di presunti rami o alberi pericolanti – esordisce Gennaro Capodanno -, ma nel comunicato affisso all’ingresso del parco su via Cimarosa si legge testualmente: “ per motivi di sicurezza e di igiene il parco è chiuso al pubblico ( foto allegata ) “. Una dizione molto generica che desta non poche perplessità “.

“ E’ un caso che la chiusura avviene all’indomani della pubblicazione su alcuni organi d’informazione delle foto che testimoniano il degrado e l’abbandono della villa – domanda Capodanno -? E se si trattasse della sicurezza legata al pericolo per rami o alberi pericolanti, perché non recintare solo le aree interessate lasciando il resto del parco fruibile ai visitatori? Come si spiega il dato che, come annuncia un secondo avviso che recita: “ è consentito l’accesso ai soli visitatori del museo da via Aniello Falcone “, si possa transitare lungo i viali che portano al museo senza che ostino i motivi di sicurezza e d’igiene richiamati nel primo avviso? “.

“ E le famiglie che occupano stabilmente e da anni, non si sa a quale titolo, le unità immobiliari poste all’interno del parco, continuano ad abitarle o per ragioni “ di sicurezza e d’igiene “ sono state temporaneamente allontanate – continua Capodanno -? Come mai non è più in vigore il protocollo d’intesa che sancì nel 2003, dopo le proteste e le petizioni per lo stato di abbandono nel quale versava anche allora il parco, il passaggio della manutenzione dalla sovrintendenza al Comune di Napoli? E perché si è consentito che scadesse il contratto di manutenzione con la ditta incaricata senza rinnovarlo, ben conoscendo le conseguenze alle quali si andava incontro? “.

“ Domande che allo stato non trovano risposte e sulle quali auspichiamo che vengano aperte le indagini del caso – puntualizza Capodanno -. Ed intanto fa capolino una vecchia proposta quella d’imporre  un ticket per l’accesso al parco. Ricordo che l’ultimo tentativo al riguardo risale al mese di aprile del 2005, quando si ventilò la possibilità d’imporre un biglietto d’acceso al parco di 5 euro a persona. Anche all’ora ci furono protese perché l’accesso al parco restasse gratuito, come era sempre stato. Proteste che culminarono in un sit-it che si tenne il 1° maggio 2005 con una grande partecipazione, e con la presenza di parlamentari, di consiglieri regionali e comunali, di tante mamme con bambini ed anche di qualche papà travestito da donna con tanto di passeggino dal momento che, per addolcire la pillola, si parlava di consentire l’accesso gratuito alle sole mamme con neonati. Da allora di ticket non si era più sentito parlare ma oggi sembra che la questione si riaffacci  “.

“ Anche per il sit-in programmato per  le ore 12:00 di sabato 26 marzo, dove rilancerò la proposta della costituzione dell’ associazione “Amici della villa Floridiana” per l’acquisto da parte dei cittadini del polmone verde valutato dal demanio 12milioni di euro, la risposta è molto forte, se solo si pensi che sulla pagina di Facebook che annuncia l’evento ( http://www.facebook.com/event.php?eid=171828846201437 ) in un solo giorno si sono già superati i 600 partecipanti. Nei prossimi giorni verrà anche pubblicizzato l’elenco delle associazioni che stanno facendo pervenire la loro adesione all’iniziativa “.

L'Università "Parthenope" di Napoli, in partenariato con l'Agenzia "New Bigol", promuovono il laboratorio di giornalismo "Cronista di strada", progetto della Giornalista e Docente, Cristiana Barone, Direttore dell'Agenzia stessa.

Obiettivo principale: dare una nuova opportunità ai giovani laureandi che intendono inserirsi nel mondo della comunicazione.

Infatti, il laboratorio è composto da 50 studenti con borse di studio che quest'anno creeranno una
redazione specializzata nella cronaca. Il laboratorio prevede una prima fase in cui sono insegnate le regole deontologiche fondamentali per un "cronista di strada" ed una parte pratica, dove la redazione si trasforma in un “live” con interviste e inchieste sul territorio.

Gli studenti hanno inoltre la grande possibilità a fine corso di prendere parte a degli stage presso quotidiani, televisioni o periodici a carattere nazionale e locale.

Il materiale prodotto è finalizzato ad un focus televisivo in onda sulle principali emittenti campane.

L'Università "Parthenope" sostiene ormai da 4 anni questo laboratorio, grazie al Prof. Federico Alvino, preside della Facoltà di Giurisprudenza, e al Prof. Alberto De Vita, che hanno creduto fortemente nella progettualità di Cristiana Barone, dovuta alla sua esperienza in campo giornalistico.

Infatti, Cristiana è attualmente anche capo redattore dei servizi giornalistici di Telecapri News.

Il prossimo ospite sarà Angelo Morlando, ingegnere specializzato nelle tematiche ambientali e nelle opere idrauliche. Angelo Morlando è nato a Napoli, ma è cresciuto e risiede in Castel Volturno ed è un profondo conoscitore e studioso delle diverse problematiche territoriali.

Attraverso studi, foto, video, interviste, sarà possibile ricostruire la “storia” dei Regi Lagni che da canale di raccolta delle acque di pioggia è divenuta una fogna a cielo aperto a disposizione delle ecomafie…

 

“Il mio bisnonno? Amava la mediterraneità e soprattutto Napoli”. Parola di Anita Garibaldi, la pronipote dell’Eroe dei due mondi intervenuta oggi presso la Confcommercio di Napoli e provincia per tenere a battesimo la neonata “Pizza Garibaldi”, ideata dai pizzaioli aderenti all’associazione nell’ambito delle iniziative previste per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia.

 

Accolta dal presidente della Confcommercio napoletana Pietro Russo, la diretta discendente del Generale ha ricordato infatti come il suo avo si fosse fermato a lungo in città con i suoi uomini, “per assistere al miracolo di San Gennaro. E’ bello pensare che un prodotto simbolo della città porti il suo nome  - ha aggiunto Anita Garibaldi - e che contribuisca a ricordare i valori che hanno portato all’unificazione”.

 

“La presenza della pronipote di Garibaldi a Napoli, che con grande entusiasmo ha risposto al nostro invito, contribuisce a rendere più incisivo il messaggio che l’Italia sia una e indivisibile – ha commentato Russo – la ‘Pizza Garibaldi’ sarà un nuovo leit motiv del turismo enogastronomico partenopeo”.

 

La pizza, come ha spiegato il presidente della Fipe cittadina Salvatore Trinchillo, “è il risultato di una selezione molto impegnativa tra le tante proposte che ci sono arrivate dai pizzaioli napoletani, e sarà quindi inserita d’ora in poi nei menù di tutti gli esercizi aderenti alla Confcommercio a Napoli e nel mondo. La “Pizza Garibaldi” non è solo gustosa, ma è anche una sapiente miscela di ingredienti tipici del nostro territorio, capace quindi di riassumere in una sola pietanza tutte le nostre peculiarità”.

 

E non a caso, come ha spiegato quindi il presidente dei ristoratori Fipe Massimo Di Porzio, “il primo ingrediente di questa ricetta è la passione, rossa come il pomodoro e come le celebri camicie dei garibaldini. E poi naturalmente il bianco della mozzarella di bufala campana ma anche dei formaggi di cui gli uomini di Garibaldi facevano gran consumo durante le loro imprese. Infine il verde del basilico, dei friarielli e delle torzelle ma anche della speranza che noi imprenditori partenopei possiamo finalmente liberarci della ‘cappa’ che opprime il nostro spirito creativo”.

 

“Uniti nel fare impresa è un messaggio chiaro e forte per sottolineare il ruolo centrale delle imprese e per dare un significato concreto alle celebrazioni di questi giorni – afferma il numero uno della Camera di Commercio napoletana, Maurizio Maddaloni -  senza dimenticare i timori derivanti dal federalismo municipale e dal divario esistente tra il Nord e il Sud del nostro Paese”.

 

Realizzata dal giovane pizzaiolo Paolo Surace, presenti in sala anche Gino Sorbillo ed Enzo Coccia, la “Pizza Garibaldi” è stata accompagnata anche dalla torta per l’Unità d’Italia, un fragrante dolce di pan di spagna e gocce di cioccolato con il rosso delle fragole, il bianco delle pere ed il verde dei pistacchi. Anche in questo caso tutti prodotti italiani.

 

 

Villa_Floridiana

 

Sullo stato di degrado e di abbandono nel quale versa la villa Floridiana al Vomero,l’unico polmone a verde pubblico a disposizione di circa 120mila residenti interviene ancora una volta Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, dopo la grave decisione di chiudere il parco a tempo indeterminato.

“ Resto sconcertato da questa decisione che testimonia la grave situazione nella quale versa il capoluogo campano, anche per quanto attiene il verde pubblico – afferma Capodanno -. Nei giorni scorsi avevo documentato anche fotograficamente sia l’assurda decisione della presenza del prato sintetico nel parco Mascagna, sia lo stato d’incuria nel quale versava la villa Floridiana “.

“ La chiusura del parco è un fatto di una gravità inaudita, rispetto al quale ci auguriamo che venga fatta immediata chiarezza anche da parte degli organi di controllo, trattandosi di un bene pubblico di fondamentale importanza, anche al fine di accertare tutte le eventuali responsabilità – puntualizza Capodanno -. L’allarme era stato lanciato da tempo ma nessuno, neppure il Comune di Napoli, si è fatto avanti per risolvere problemi noti, prima che si arrivasse alla drastica decisione che priva migliaia di persone, per lo più bambini ed anziani oltre ai visitatori che si recano al museo Duca di Martina, di uno spazio vitale “.

“ Tempo addietro lanciai la proposta ai napoletani di acquistare la Villa in questione che, in base alla normativa sulla cartolarizzazione, rischiava di finire in mani privati – continua Capodanno -. Con 200 euro ciascuno si sarebbero potuti raccogliere, coinvolgendo 60mila residenti del popoloso quartiere collinare, i 12milioni di euro necessari per l’operazione. Poi intervenne l’amministrazione comunale che s’impegnò a restituire i giardini storici della Floridiana a nuovo splendore, attraverso un idoneo progetto di manutenzione ordinaria e straordinaria “.

“ Prendiamo atto, a di distanza di alcuni anni da questi eventi – conclude Capodanno – che nulla è stato concretamente fatto con le conseguenze che oggi sono sotto gli occhi di tutti. A questo punto, a partire da sabato 26 marzo prossimo, quando alle ore 12:00 terremo un apposito sit-in di dinanzi ai cancelli dell’ingresso su via Cimarosa, riprenderemo la campagna di adesioni al progetto per l’acquisto di Villa Floridiana da parte dei cittadini, non avendo più alcuna fiducia nell’azione al riguardo sia della Sovrintendenza che del Comune di Napoli. Invitiamo i cittadini interessati a dare la propria adesione al seguente link su Facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=171828846201437 “.

 

Capodanno, sulla vicenda, in una dura nota di protesta chiede l’intervento immediato anche  del Ministro dei Beni culturali affinché il parco della Floridiana possa riaprire al più presto, risolvendo una volta e per sempre gli annosi problemi del giardino storico.

Buca_in_via_Tino_di_Camaino

Buca in via Tino di Camaino

Ancora una volta alla ribalta delle cronache la situazione disastrosa delle strade del capoluogo partenopeo con dissesti che ogni anno mietono migliaia di vittime, anche con un tributo notevole di sangue. Danni incalcolabili per la società civile e per le casse comunali, pure alla luce delle numerose sentenze che stabiliscono risarcimenti per le vittime, fondi che potrebbero essere più proficuamente investiti per il risanamento delle strade interessate. E la vicenda non poteva non finire anche sul social network più gettonato del momento. Così su Facebook, Gennaro Capodanno, ingegnere, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione del Vomero, uno dei quartieri dove si conta un elevato numero di dissesti stradali, fonda su Facebook un gruppo dal titolo emblematico: “ Buche partenopee, vedi Napoli e poi…cadi “  ( http://www.facebook.com/group.php?gid=118555458162699 ), gruppo che ha già raggiunto il traguardo di quasi 1.500 iscritti, numero destinato a crescere, e  dove gli aderenti descrivono le buche e gli avvallamenti presenti in numerose strade e piazze della Città.

“ Questo gruppo – spiega Capodanno - nasce con il precipuo scopo di segnalare alla pubblica amministrazione, con foto e racconti, i dissesti e le buche presenti sulle carreggiate e sui marciapiedi delle strade napoletane, che, in molti casi, sono presenti da tempo. Numerosi i passanti vittime dei dissesti sui marciapiedi. Altrettanto folta la pattuglia degli automobilisti e, principalmente, dei motociclisti vittime di buche e voragini sulle carreggiate. Problemi generati alla colonna vertebrale, per i continui sbalzi determinati dalle precarie condizioni di molte strade  “.

“ Continuamente ricevo segnalazioni di nuove buche e nuove voragini che si aprono sui marciapiedi e sulle carreggiate delle strade – afferma Capodanno -. Disastrose le condizioni di diverse arterie. L’ultima segnalazione è di questi giorni e riguarda una buca che si aperta sulla carreggiata di via Tino di Camaino, l’arteria che collega il quartiere Arenella con il Vomero e che si allarga sempre di più ( foto allegata ), senza che si provveda ad effettuare gli interventi del caso “.

“ L’auspicio – prosegue Capodanno – è che si ponga rimedio a questa preoccupante situazione che incide sulla pubblica incolumità ma che genera anche molti danni ai veicoli, costretti a transitare su strade i cui dissesti si ripercuotono fortemente anche sulle parti meccaniche, potendo così contribuire a rendere più insicuri gli automezzi “.

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