Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Lunedì, 26 Agosto 2019

Magna Grecia film Festiva…

Ago 23, 2019 Hits:141 Crotone

Prestigioso incarico all’…

Lug 24, 2019 Hits:1100 Crotone

La Biblioteca Frassati co…

Lug 24, 2019 Hits:991 Crotone

Taormina Film Fest: il ma…

Lug 08, 2019 Hits:3692 Crotone

A Nicole Kidman il "…

Lug 02, 2019 Hits:1431 Crotone

Maria Taglioni: 11 diplom…

Giu 24, 2019 Hits:1478 Crotone

Giuseppe Castagnino nomin…

Giu 14, 2019 Hits:1767 Crotone

"Assassino, gli hanno detto. Lui si è girato, è andato al bar e ha chiesto un caffè. La moglie l’hanno chiamata subito: vieni, non sta bene. Il sipario si è abbassato qualche ora dopo: Roberto Gerardi, 60 anni, è morto d’infarto. In questo circo non si ride, oggi. Il domatore di cammelli va sottoterra senza applausi. Basta il pianto di un organo, a salutarlo. Arrivano clown, trapezisti, domatori. Da ovunque. Niente trucco, si sarebbe sciolto con le lacrime. Sono qui per portarlo a Reggio Emilia, dove c’è la tomba di famiglia. Al tendone è appeso un cartello: «gli animali al circo si riproducono, fuori si estinguono». Due righe per chi non ci crede e attacca. 
Domenica pomeriggio, Cazzago San Martino, zona autostrada: gli animalisti arrivano al circo di Praga con megafono e cartelli. Roberto esce a controllare. Volano spintoni. Parole grosse. «Fallito, fai schifo». Inizia a sentirsi male. È morto due giorni dopo, in ospedale. Martire, lo chiamano ora tutti, quest’uomo che aveva scelto i cammelli. O, forse, i cammelli avevano scelto lui. «Sono loro che decidono con chi lavorare - dice la nipote Tara -. Uno che doma animali esotici non può far ruggire le tigri: lo zio era uno da cammelli. Pacato, morbido, buono». Sua moglie Dalila l’ha conosciuta che faceva la trapezista. Avevano fondato un circo loro, poi gli affari hanno iniziato a girare male: per qualche mese si erano appoggiati a quello di Praga. Il figlio Steven non si stacca dal suo papà: ha la mano incollata alla bara. Lui è un clown, tiene le spade in equilibrio sulla fronte."

Questo l'articolo che Alessandra Troncana ha scritto per la cronaca di Brescia del Corriere della sera, giovedì 20 marzo.

Il domatore di cammelli era parte della grande famiglia circense che, ricevuta in udienza da Benedetto XVI (1-12-2012)si sentì rivolgere queste affettuose parole: "Ciò che anzitutto contraddistingue la vostra grande famiglia è la capacità di usare il linguaggio particolare e specifico della vostra arte. L’allegria degli spettacoli, la gioia ricreativa del gioco, la grazia delle coreografie, il ritmo della musica costituiscono proprio una via immediata di comunicazione per mettersi in dialogo con i piccoli e con i grandi, suscitando sentimenti di serenità, di gioia, di concordia. Con la varietà delle vostre professioni e l’originalità delle esibizioni, voi sapete stupire e suscitare meraviglia, offrire occasioni di festa e di sano divertimento."

I contestatori che fanno del loro amore per gli animali una ideologia contro l'uomo hanno raggiunto il loro scopo? Hanno sospeso le contestazioni in segno di lutto e speriamo che questa pausa di riflessione faccia loro recuperare il senso della realtà. Nessun animale libero vale un uomo morto!

Anche questo Natale è ormai passato e, come ogni anno, ci siamo scambiati gli auguri. Si tratta di auguri più sentiti delle altre volte e non per mantenere viva la tradizione, ma perché avvertiamo sempre più forte l’esigenza di dimenticare, il più presto possibile, questi momenti di forte crisi economica e di sfiducia nelle istituzioni e in chi le rappresenta.

In effetti, soprattutto l’ultimo triennio, può essere considerato un periodo buio che ha visto la chiusura di tante piccole e medie aziende, l’aumento della cassa integrazione sfiorare il miliardo di ore, un sempre crescente numero di famiglie in difficoltà esistenziale. Si tratta di uno spazio di tempo che ha visto gli italiani vivere con la preoccupazione e il tormento dei radicali mutamenti della vita politica i cui effetti sono stati immediatamente avvertiti sul piano sociale, economico, culturale.

In questi giorni il Governo è alle prese con la “legge di stabilità” e, da quello che riusciamo ad intuire, lo scenario non presenta alcun cambiamento migliorativo né sul versante della riduzione della pressione fiscale, né per quanto riguarda le opportunità di lavoro, settore che denota un inarrestabile calo.

Quello che risulta essere particolarmente preoccupante è l’assenza di risposte da parte della collettività all’insieme dei complessi problemi che frenano ogni forma di sviluppo e di crescita. Ed è proprio il modo in cui viene percepito il carattere eccezionale di questo particolare momento che contribuisce a far crescere nei cittadini una certa forma di adattamento a questa nuova realtà. È anche vero che si registrano sporadiche ed isolate forme di opposizione, di ribellione, di appelli rivolti al capo dello Stato sulle difficoltà che sempre più numerose famiglie, oggi, vivono, ma oltre a questi accorati e discontinui appelli niente di più è stato fatto. Certamente non è facile capire cosa potrebbe e dovrebbe essere fatto, ma continuare ad attendere, sperando che altri facciano anche per noi, vuol dire arrendersi e lasciarsi vincere dall’inerzia.

Alla luce di un siffatto e complesso quadro nazionale, quale significato assume il reciproco scambio di auguri per un felice e sereno anno nuovo? Forse proprio nessuno, fino a quando non saremo in grado di capire appieno le molteplici difficoltà del momento, e fino a quando non riusciremo ad agire in modo da creare le condizione per un reale e radicale rinnovamento culturale, sociale ed economico.

Certamente non bastano i soli buoni propositi, i “decreti del fare” del nostro Governo, il dichiarare che bisogna fare di più per i giovani, per il lavoro, per le famiglie in difficoltà. Forse c’è bisogno di qualcos’altro; c’è bisogno di rifare, nuovamente, proprio l’uomo. Non dobbiamo perdere di vista, però, che l’uomo possiede dei valori che non solo devono emergere, ma devono essere tradotti in forme di vita autentica, anche se con i suoi comportamenti, non sempre leali e corretti, finisce con il far perdere la speranza e la fiducia riposta nell’uomo stesso. Questo vuol dire che la speranza e la fiducia non devono essere mai perse, e sta solo a noi cercare di orientare la politica, la scienza, l’arte, l’etica, l’economia alla realizzazione piena e incondizionata dell’uomo, considerando la persona non più uno strumento, ma un fine, non più un mezzo, ma il vero e, forse, unico valore.

All’indomani dell’elezione di papa Francesco, l’ala progressista della cattolicità aveva (impropriamente) ringraziato lo Spirito Santo. Era convinta che il nuovo pontefice avrebbe aperto alla modernità e spazzato via antiquati dogmi teologici. Andando a riascoltare recenti omelie e dichiarazioni da Cardinale, si è scoperto una totale affinità pastorale e teologica con papa Benedetto XVI. Altro che, come avrebbero sperato i riformatori (leggasi anche coloro che pur dichiarandosi cattolici amano i valori laici e mondani più dei dettami della Chiesa), maggiore apertura alle coppie gay, alle adozioni per le coppie omosessuali, all’aborto e ai metodi contraccettivi. L’ex Cardinale Bertoglio condannò tali illegittime pretese con una forza tale da far schiumare di rabbia non pochi soggetti. Ai gay fece presente che i matrimoni omosessuali sono un “segno del demonio e un attacco devastante ai piani di Dio”, mentre alle donne in carriera, in riferimento alla candidatura alle presidenziali di Cristina Kirchner disse che ”Le donne sono naturalmente inadatte per compiti politici. L'ordine naturale ed i fatti ci insegnano che l'uomo è un uomo politico per eccellenza, le Scritture ci mostrano che le donne da sempre supportano il pensare e il creare dell'uomo, ma niente più di questo”. Ad ulteriore conferma della continuità dell’ortodossia tra il Cardinal Bertoglio e Papa Francesco è arrivata la prima omelia. Dopo aver reiteratamente citato il diavolo (grande assente dalle predicazioni moderne di certa area progressista) ha ricordato a coloro che hanno scambiato la Chiesa per una sorta di Crocerossina laica intenta a sfamare i poveri e a distribuire beni che “Se non confessiamo Gesù Cristo, diventeremo una Ong assistenziale ma non la Chiesa, sposa del Signore”. Ha infine chiarito che la vera riforma nella Chiesa è la fede, e la testimonianza della fede. Come si dice: un papa cattolico apostolico romano a tutto tondo! Chi vuole strappare Cristo dalla croce per adattarlo alle insidie della modernità, dovrà dunque attendere.

La Destra oggi non c’è più, mancano i personaggi e le personalità che erano capaci di infuocare le piazze, di far rivivere emozioni e sensazioni uniche ed irripetibili e condivisibili.

Ecco che di corporativismo non se ne parla più, soppiantato da una globalizzazione che è il prodotto finale generato dalla strutturazione sociale della civiltà post-industriale, nato dalla crisi e dalla fine delle comunità locali, caratterizzate da rapporti interpersonali scanditi dalle categorie spaziali e temporali, dove i vincoli del luogo dettavano leggi e consuetudini liberamente accettate da tutti i suoi componenti.

Il corporatvismo doveva essere l’alternativa ad una visione comunista ed industriale della società per dare risalto alla giustizia sociale senza la soluzione radicale dell'abolizione della proprietà riservata.

Parimenti la società e l'economia di un paese coorporativista dovrebbero essere organizzate nei gruppi di massima interesse (a volte denominati società) ed i rappresentanti di quei gruppi di interesse comune depositano tutti i problemi con la trattativa e l'accordo unito. Contrariamente ad un'economia di mercato che funziona attraverso concorrenza gli impianti economici corporativi con la contrattazione collettiva.

Sotto il corporativismo le forze di lavoro e l'amministrazione in un'industria appartengono ad un'organizzazione industriale. I rappresentanti del lavoro e dell'amministrazione depositano le edizioni dello stipendio con la trattativa collettiva.

Un teorico in anticipo ed importante del corporativismo era Adam Müller, un consigliere al principe Metternich   ha proposto i suoi punti di vista come antidoto ai duplici pericoli dell’egalitarianismo della rivoluzione francese e dell'economia di "laissez faire" di Adam Smith.

Così il corporativismo è stato formulato come sistema che ha dato risalto al ruolo positivo della condizione nel garantire la giustizia sociale e nella soppressione del caos morale e sociale della popolazione che persegue i loro propri auto-interessi dell'individuo, come terzo senso o un'economia mixed, una sintesi del capitalismo e socialismo.

Oggi la Destra italiana rappresentata unicamente da Casa Pound, Forza Nuova e Terza posizione (il cui nome intendeva evocare una collocazione radicalmente nuova) è impegnata a contrastare la globalizzazione vista come distruzione delle identità nazionali (delle patrie), ma anche della civiltà cristiano-occidentale.

Parimenti esprime una radicale avversione nei confronti della modernità, fonte del Male, e origine della crisi economico-finanziaria e, ancor prima, di quella morale:il Mondialismo

Contro questo radicale mutamento che tende a minare l’unicità della persona nella sua originalità, unicità ed irripetibilità, ad avvolgerla in un vortice discensionale formato dalle emozioni e dalle sensazioni, dibattuta dalle heideggeriane "leggi del giorno" e "leggi della notte", in un perenne confronto tra il sé e il per-sé, si erge la necessità di recuperare la persona.

Vi è la necessità di partire dal "sum" per giungere ad un concetto dell’”essere" che non sia un sottoprodotto dell'esperienza integrale, ma nella sua pienezza di essere un "pensiero-pensante-creativo".

Parimenti “tutto è perduto se l’uomo si sente soltanto il punto di incontro fortuito di mille traiettorie di cui non può controllare il corso o l’intreccio causale di mille fila che s’annodano e si sciolgono in un lavoro inutile e fatale»

La persona è data a se medesima come problema da risolversi in relazione con l'io, la storia e la realtà. L'atto primo della persona è quello della presa di coscienza di essere un pensiero-pensante che afferma e convalida il proprio essere ad esistere: «cogito, ergo sum». Ma questa non può rimanere in un atto di pura contemplazione statica, rinviandola a porre la propria incidenza storica con un atto unico ed univoco: il «creo». Un atto che presuppone una celata morale e, quindi, una ricerca sull'esistenza, il riconoscimento, la determinazione e l'attualizzazione dei Valori.

Lo chiamano San Remo, ma l’edizione 2013, di Santo non ha nulla. Nessun Santo si sarebbe permesso di mandare in onda intermezzi pubblicitari inneggianti all’amore sodomitico. Eppure, nonostante la prima serata fosse stata funestata da intermezzi politici di sinistro sapore che nulla avevano a che spartire con la canzone italiana, ad un certo punto, mediante dei cartelli, due sorridenti “diversamente orientati” hanno raccontato la loro storia d’amore. I due piccioncini Stefano e Federico hanno concluso la patetica messinscena mostrando un cartello che diceva” ci sposeremo il 14 febbraio, ma a New York, perché le leggi di questo Paese non ce lo lasciano fare”. Chi bisogna ringraziare per lo “spottone” politico (perché anche la propaganda gay ha chiare ed inequivocabili connotazioni politiche) gratuitamente messo in scena sul sipario di San Remo? La Rai, le lobby gay o i vindici dell’omosessualità Fazio e Litizzetto?

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI