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Giovedì, 15 Aprile 2021

San Nicola La Strada - Prostituzione, Grande Sud presenta proposta di legge per ammodernare la “Legge Merlin”

Il tema legata alla prostituzione lungo il Viale Carlo III, in tenimento del territorio del Comune di San Nicola La Strada, assume, in vista dell’avvicinarsi della bella stagione, caratteri endemici, arrivando sino sotto ai balconi delle abitazioni che affacciano lungo la grande arteria stradale. Con l’ordinanza nr. 12 del 28 febbraio 2012, l’Amministrazione Comunale, guidata dal sindaco Pasquale Delli Paoli, si oppone al dilagare della prostituzione. Con l’ordinanza sindacale, “…Contingibile ed urgente per prevenire ed eliminare gravi pericoli e comportamenti che minacciano la sicurezza urbana, la circolazione stradale, l’igiene e l’incolumità pubblica, offendono la pubblica decenza, ledono i diritti di libertà, dignità ed integrità della persona”, è fatto assoluto divieto ai conducenti di auto di procedere a passo d’uomo, eseguire brusche frenate, eseguire manovre o fermate per chiedere informazioni, contrattare o concordare prestazioni sessuali a pagamento con soggetti dediti alla prostituzione lungo la Strada Provinciale nr. 336 (viale Carlo III) e lungo via Saragat. In tutto il territorio sannicolese è vietato tenere abbigliamenti indecorosi preordinati tanto da indurre alla domanda di prestazioni sessuali. Sono previste sanzioni da 25 a 500 euro. Su questo tema spinoso, da tempo la sezione cittadina di Grande Sud, per bocca del suo portavoce, Pierluigi Schiavone, chiede interventi drastici e risolutivi. “Esprimo la mia più grande soddisfazione per l'operato dei Parlamentari di Grande Sud alla Camera dei Deputati” – ha affermato – “che, accogliendo anche l’istanza partita da Paride Amoroso, Coordinatore provinciale del Partito, hanno presentato in una conferenza stampa una proposta di legge per modificare la “legge Merlin. Il contenuto della proposta di legge” - spiega Schiavone – “è quello di legalizzare il mestiere più antico del mondo consentendone l'esercizio solo in appartamenti privati e vietandolo severamente in luogo pubblico. Nessuno di noi” – tiene a precisare Schiavone, accogliendo in pieno la tesi di Amoroso – “vuole riaprire le case chiuse ma semplicemente ammodernare la legge Merlin, del 20 febbraio 1958. La prostituzione va controllata dal punto di vista sanitario e chi la esercita deve pagare le tasse. L'obiettivo della nostra modifica legislativa è duplice: da un lato il divieto dell'esercizio della prostituzione nei luoghi pubblici, attraverso controlli più serrati e maggiori sanzioni, dall'altro l'obbligo di adempimenti tributari per chi esercita la professione. I redditi provenienti dall'attività di prostituzione” – ha proseguito – “devono essere considerati come guadagni derivanti da un'attività economica come tutte le altre e, in quanto tali, devono essere tassati. In un momento in cui si chiedono tanti sforzi ai cittadini, c'è un commercio in nero, peraltro sotto gli occhi di tutti, che non viene tassato. In un Paese civile” – conclude il coordinatore arancione – “non dobbiamo mettere la testa sotto la sabbia ma dobbiamo affrontare il problema che riguarda, secondo alcune stime, almeno 70mila persone. Per la proposta i Parlamentari di Grande Sud chiederanno quanto prima un confronto con i Ministri competenti e alla Presidenza della Camera una rapida calendarizzazione”.

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