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Giovedì, 06 Agosto 2020

San Nicola La Strada - Ennesimo successo di Marro con il suo ultimo romanzo La Fine dei Vinti, Giovanni D'Avanzo da Gendarme a Brigante

Si è tenuta ieri pomeriggio, con inizio alle ore 18.00, ina Piazza Vanvitelli a Caserta, presso il Wi Free Gallery, la presentazione del libro dello scrittore sannicolese Fiore Marro dal titolo “La Fine dei Vinti, Giovanni D'Avanzo da Gendarme a Brigante”. Marro, che è anche Presidente Nazionale dei Comitati delle Due Sicilie, Associazione di ispirazione borbonica, era di ritorno dall’ennesimo bagno di consensi che Fiore Marro ha ottenuto in Calabria. Alla presentazione del libro era presente la nota giornalista casertana Francesca Nardi e l’editore Giovanni Manna. “La fine dei vinti”, si configura come un libro coraggioso perché affronta con determinazione e senza falsi pudori od occultamento di verità storiche, per quanto amare e dure esse possano essere, una tematica, così trascurata dalla storiografia ufficiale quale quella riguardante il cosiddetto fenomeno del “Brigantaggio meridionale”. Un lucido e razionale esame viene effettuato dall’autore che esprime, con chiarezza di vedute, la sua tesi. Un popolo timorato di Dio, ancorato, nel corso dei secoli, a due pilastri fondamentali della sua esistenza, rappresentati dalla fede nel proprio Re e nelle istituzioni religiose, viene fatto oggetto di una tale violenza da parte dell’invasore piemontese, da subire una profonda trasformazione sociale. Molti diventano briganti e, da persone semplici dedite ad un’onesta professione, si mutano in uomini che con le armi difendono il loro Re, la loro libertà di scelta, il loro diritto all’autodeterminazione, né più, ne meno di quello che fecero i “Partigiani” nel Secondo Conflitto Mondiale e come tale essi vanno inquadrati: come partigiani della Guerra di Liberazione dai Savoia.  È così che il popolo meridionale è sprofondato nel baratro dell’abiezione morale, segnato ed  etichettato dall’opinione pubblica nazionale e, talvolta anche internazionale, come portatore del male, di negatività e non già a causa di ben accertate ragioni storiche, ma bensì per una naturale ed intrinseca natura degli abitanti del Sud. In sintesi, quest’opera rappresenta sicuramente un importante contributo allo sviluppo e rafforzamento del perduto sentimento di identità delle popolazioni meridionali, nonché uno strumento di comprensione della storia del Sud Italia o meglio dell’ex regno delle due Sicilie.

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