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Domenica, 05 Luglio 2020

San Nicola La Strada - Giochi, don Lunato tuona contro la nuova droga degli italiani, bisogna pensare ai più poveri

“I giochi, dalla febbre per il superenalotto al più semplice “gratta e vinci”, o al “Win for Live” si rivelano sempre di più una nuova 'droga' per gli italiani. È ora di dire basta e di pensare ai nostri fratelli più bisognosi”. È il grido d’allarme che don Pasquale Lunato, parroco della monumentale Chiesa Santa Maria degli Angeli sita in piazza Parrocchia, ha lanciato all’indirizzo dei suoi fedeli, considerato anche il particolare momento di grave crisi economica che tutto il Paese sta attraversando e che durerà ancora parecchio. Don Pasquale ha definito il gioco d’azzardo come un “veleno sociale”. “La dipendenza dal gioco” – ha aggiunto – “è distruttiva tanto quanto la tossicodipendenza e l’alcolismo, in termini di separazioni nelle famiglie e fallimenti finanziari. Alla gente viene continuamente proposta l’immagine della “bella vita” ottenuta grazie alla fortuna ed alle grandi vincite. Questo messaggio” – ha aggiunto don Pasquale – “viene promosso sulla stampa, alla radio, alla televisione, su Internet e sui cartelloni pubblicitari. Così facendo, ci dimentichiamo dei nostri fratelli più deboli, di quelli che avrebbero bisogno di un nostro aiuto concreto, invece, pensiamo a spendere centinaia di euro a settimana solamente per la droga da “Superenalotto”. Tutto ciò è immorale”. La denunzia del presule non è infondata. Oltre 3 milioni di persone, infatti, sono a serio rischio di dipendenza da gioco, mentre più di 700.000 sono i ludopatici gravi, ovvero coloro per i quali la mania del gioco si trasforma in una vera e propria patologia come, probabilmente, nel caso dell'uomo di Ragusa ucciso alcuni giorni orsono dal figlio al culmine di un litigio poiché sottraeva regolarmente soldi proprio per giocare a lotterie e superenalotto. Sono sempre più numerosi gli italiani che giocano d'azzardo, soprattutto maschi di giovane età: infatti circa 15 milioni di italiani, il 38,3% delle persone tra 15 e 64 anni, almeno una volta nella vita hanno giocato d'azzardo, il 50% dei maschi, il 29,2% delle donne. Tra i giochi preferiti dai giovani di entrambi i sessi risultano in pole position i gratta e vinci, poi lotto, superenalotto, videopoker, scommesse sportive e simili. Il giocatore più a rischio gambling (dipendenza da gioco) è di solito un individuo impulsivo e poco prudente, che non percepisce né teme il pericolo e, per questo, tende a giocare anche grosse somme senza capire a cosa va incontro. Il gambling è una vera e propria dipendenza come le droghe ed è sempre più diffusa, complici, oltre al boom di giocate indotto dal 6 da record messo in palio dal superenalotto. “È necessario” – conclude don Pasquale – “che lo Stato adotti politiche più restrittive nei confronti del gioco, soprattutto quello d'azzardo “legale”, dalle scommesse al bingo alle slot-machines. Quella del gioco è una sindrome pericolosa perché lo stato di euforia del giocatore d'azzardo é paragonabile a quello prodotto dall'assunzione di droghe, e come nella dipendenza da droghe possono manifestarsi nei giocatori crisi gravi di astinenza”.

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