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Domenica, 07 Marzo 2021

San Nicola La Strada - Lambo (Admo), la Campania in coda alla classifica dei donatori di midollo, servono centri per la tipizzazione

Vi sono problemi la cui soluzione dipendono soltanto da ciascuno di noi, e quello della carenza di midollo osseo è proprio uno di questi, considerato che la Campania è all’ultimo posto nella speciale graduatoria di donatori di midollo con l’1,13 % rispetto al 23% della Sardegna ed al 20% del Veneto. “Il nostro obiettivo” – ha spiegato Nicola Lambo di San Nicola La Strada, presidente dell’Admo – “è quello di sovvertire questi dati e far sì che anche in Campania possa crescere il numero dei donatori. Donare il midollo è semplicissimo e può salvare una vita. Molti purtroppo lo ignorano per questo dobbiamo fare informazione e diffondere quanto più possibile la cultura della donazione”. La donazione del midollo osseo non deve essere considerato un atto eroico, ma un diritto-dovere di ciascun cittadino, un atto di civiltà che andrebbe inculcato già nell’età adolescenziale dei nostri giovani, affinché possano crescere portando con sé questo valore indiscusso che è la donazione di midollo osseo. La sezione regionale della Campania è nata con lo scopo di sensibilizzare, con una informazione precisa e capillare, i volontari e donare il midollo osseo: infatti, solo il 60% dei pazienti trova un donatore compatibile; il numero dei donatori non è sufficiente alle richieste effettive di trapianto. Le malattie del sangue, invece, sono in continuo aumento, e l'ADMO si propone, con campagne specifiche, di aumentare, annualmente, di almeno 1.000 unità i donatori, perché solo con il trapianto del midollo osseo la leucemia e le altre malattie del sangue possono essere sconfitte. “Tra gli obiettivi dell’Admo” – ha aggiunto Lambo – “c’è anche quello di sensibilizzare gli enti a istituire un centro per le tipizzazioni in ogni provincia campana. La tipizzazione non è altro che l’analisi del sangue che consente al potenziale donatore di verificare la sua compatibilità con il malato. Al momento in Campania ne esiste soltanto uno, e per giunta si trova a Napoli, presso il 1° Policlinico, in Piazza Miraglia, luogo difficilmente raggiungibile dalle altre quattro province. In provincia di Caserta, fra l’altro” – ha concluso Lambo – “grazie alla Brigata “Garibaldi” di Caserta, alla caserma “Salomone” di Capua, alla Caserma “Magroni” di Maddaloni”, senza contare i giovani avieri della Scuola Specialisti dell’Aeronautica di Caserta, abbiamo un potenziale enorme di giovani ai quali rivolgerci. Sappiamo tutti quanto sanno essere generosi i nostri giovani professionisti dell’Esercito, ma non possiamo chiedere loro anche di sobbarcarsi un viaggio sino nel cuore del centro storico di Napoli solo per qualche goccia di sangue. Abbiamo già avviato un dialogo con la Regione per far sì che la nostra proposta venga presa seriamente in considerazione e” – ha concluso Lambo – “speriamo che possiamo risolvere al più presto queste piccole difficoltà logistiche che vogliono dire salvare centinaia di vite umane”.

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