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Cellole - Si al battello pulimare, ma attuare controlli serrati per evitare la truffa del battello di oltre 10 anni fa

“Con l’arrivo dei fondi per la zona domitiana, se veramente perverranno, bisogna fare molta attenzione per evitare le solite truffe ed i facili arricchimenti da parte di Società, che dicono di voler pulire, solo a chiacchiere, mare e spiagge”, è quanto ricorda, con una nota, la Confederazione sindacale Cisas, che da sempre segue le problematiche ambientali, non solo di Baia Domitia ma di tutto il territorio domitiano. “Ben stanno facendo i vari Rappresentanti di Associazioni e di Organismi Turistici locali, che si battono per valorizzare la loro zona e con i quali ci complimentiamo” - precisa la Segreteria della Cisas – “ma bisogna tener sempre presente la colossale truffa di oltre 10 anni fa. La Regione Campania e la Provincia di Caserta si occuparono dell’utilizzo, molto costoso, di un “battello pulimare”, allora denominato Pelikan, che avrebbe dovuto pulire completamente il mare, dal Volturno al Garigliano, delle alghe, dei rifiuti solidi e degli oli provenienti da barche. Doveva anche servire,” – prosegue la nota sindacale – “trasportato da un automezzo, a pulire il piccolo e bel lago di Falciano del Massico per valorizzarlo. Il battello Pelikan fu fatto vedere non all’opera a Giugno, inizio della stagione balneare, ma solo un paio di volte, quasi a fine Agosto, dai bagnanti. Questi poterono vedere un piccolo natante con 2 persone a bordo, uno alla guida ed un altro che mostrava una busta di plastica nera ma vuota, raggirando i bagnanti, che guardavano. Il Pelikan non fu più visto ed il mare, che doveva essere pulito, restò peggio di prima, nonostante le somme pagate alla Società proprietaria del battello. La Cisas ritiene positivo l’utilizzo di un apposito battello pulimare, che possa veramente incominciare ad operare sin prima dell’inizio della stagione balneare, ma la responsabilità della scelta della Società e del battello adeguato spetta solo alla Regione, Provincia di Caserta ed ai Sindaci interessati. Le Associazioni Ambientali e Turistiche” – conclude la Cisas, con sede a Caserta – “hanno, invece, il grande compito di controllare l’effettivo svolgimento del lavoro e che le somme stanziate siano ben utilizzate, per evitare i soliti bidoni ai villeggianti e le solite truffe alle Istituzioni al solo fine di arricchire qualche truffatore o politicante di turno”.

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