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Sabato, 23 Ottobre 2021

San Nicola La Strada - Sito di stoccaggio, voluto dalla Regione, non è compatibile con l'aumento dei tumori registrato

Nell'articolo di ieri, avente per tema sempre l'aumentato numero di tumori nella conurbazione casertana, composta dai territori di San Nicola La Strada, Caserta, Maddaloni e San Marco Evangelista, abbiamo scritto che il sito di stoccaggio in località Lo Uttaro “....è ardentemente voluto dall'assessore provinciale Mastellone”. Ce ne scusiamo pubblicamente con l'assessore e chiediamo scusa per l'involontaria “gaffe” se le abbiamo provocato un disagio. Il sito di stoccaggio è stato in verità subito dall'assessore in quanto lo ha voluto la Regione Campania retta dal centrodestra. Dopo le dovute precisazioni, non possiamo però sottacere che il sito di stoccaggio è ampiamente incompatibile con l'attuale situazione che vivono le popolazioni che ruotano attorno alla Uttaro. Nel 2008, un articolo del Professore Alessandro Di Domenico, Direttore del Reparto Ecotossicologia dell’I.S.S. componente del Comitato tecnico scientifico per l’attuazione del “Piano di interventi per l’emergenza diossina” della Regione Campania, a riguardo dell’intossicazione da diossina, scriveva: “......In conclusione esiste un’area determinata che comprende la parte sud-orientale della Provincia di Caserta e la parte settentrionale della Provincia di Napoli in cui: si è riscontrata la presenza di diossina nel latte e suoi derivati, negli animali d’allevamento e nei pascoli; esiste un eccesso di tumori, malformazioni, mortalità generale; si è concentrata l’attività criminale legata allo smaltimento illegale di rifiuti; si è localizzata la maggior parte degli impianti di stoccaggio e smaltimento dei rifiuti della regione”. Non avendo titoli professionali o accademici che mi consentano di poter parlare di questi argomenti relativi all’emergenza ambientale e sanitaria che ha colpito la Campania ed in particolare le province di Napoli e Caserta, sarò costretto ad utilizzare le risultanze di una serie di atti ufficiali che, messi in relazione l’uno con l’altro, consentiranno di avere una visione generale del problema. L’emergenza diossina in Campania è iniziata nella primavera del 2002 in seguito alla rilevazione di livelli di diossina superiori al limiti previsti dalla normativa comunitaria in due campioni di latte di massa ovicaprino. Successive indagini hanno individuato le aree a rischio in 25 comuni delle province di Caserta e Napoli: di seguito è citato il Comune, la Superficie territoriale (ha) e la Superficie a rischio (ha): Recale 320 320, Marcianise 3012 3012, San Marco Evangelista 567 567, Portico di Caserta 189 189, Macerata Campania 761 761, San Nicola la Strada 468 468, Capodrise 345 345, Villa Literno 6156 1500, Casal di Principe 2334 630, San Cipriano d’Aversa 619 250, Villa di Briano 852 400, San Tammaro 3679 314, San Prisco 775 314, Caserta 5358 320, Valle di Maddaloni 1099 250, Maddaloni 3591 250, Casapesenna 303 63, Santa Maria la Fossa 2952 80, Cancello e Arnone 4897 150, San Vitaliano 513 513, Acerra 5493 314, Pollena e Trocchia 798 240, Cercola 423 78, Nola 3863 480, Marigliano 2224 400, per un totale di 51591 12208. La Regione Campania ha effettuato, con l’aiuto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, del C.N.R., della Protezione Civile ecc. , uno studio epidemiologico sulle neoplasie e sulle malformazioni neonatali presenti nella popolazione, che ha preso il nome di:”Trattamento dei rifiuti in Campania : impatto sulla salute umana”. I dati regionali sono risultati rassicuranti ma sono stati individuati dei comuni in cui si ha una maggiore incidenza di malattie tumorali e di malformazioni: Aversa, Capodrise, Casagiove, Casal di Principe, Caserta, Castel Volturno, Marcianise, San Cipriano d’Aversa, Santa Maria Capua Vetere, San Nicola la Strada, Villa Literno, Afragola, Arzano, Caivano, Casoria, Frattamaggiore , Giugliano in Campania, Marano di Napoli, Marigliano, Melito di Napoli, Mugnano di Napoli, Pomigliano d’Arco, Sant’Antimo e Volla.

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