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De Florio (Cisas) condivide la posizione della CEI su equa distribuzione dei sacrifici economici

La Segreteria della Confederazione Cisas di Caserta interviene sulla manovra economica del Governo, riferendosi al messaggio dei vescovi italiani, con un comunicato a firma del suo Segretario regionale Mario De Florio. La Cisas condivide perfettamente la posizione dei vescovi italiani, che - con il Cardinale Bagnasco - invitano il Governo a distribuire meglio i sacrifici sugli italiani incentivando i provvedimenti contro il lavoro nero o sommerso, di cui si parla solamente mentre nulla si fa in materia. Non a caso è stato ridotto anche il numero degli ispettori del lavoro e dei vari Enti Previdenziali (Inps, Inail, ecc.) e delle stesse Asl, anche se queste ultime molto carenti, mentre gli stessi Comitati CLEES e le Commissioni Lavoro Irregolare, voluti anni fa dal Governo, ora non vengono più fatte funzionare. Attualmente gli unici interventi per reprimere il lavoro nero o irregolare sono quelli spontanei, attuati dalla Guardia di Finanzia, Carabinieri e Forze dell’Ordine. Il lavoro nero e sommerso continua a prosperare. Secondo la Cisas è ormai divenuto di moda, specie nel periodo estivo nelle zone di villeggiatura, da Giugno a Settembre, e nei settori Turismo, Commercio, Pubblici Esercizi, Alimentare, Agricoltura e Costruzione. La Cisas stima che il 70% dei lavoratori dei predetti settori siano a nero, mentre i prezzi praticati continuano ad aumentare. Gli infortuni sul lavoro vengono dichiarati solo nei casi mortali o di gravissima entità, oppure nelle sole grosse aziende. Viceversa quando i lavoratori si fanno male vengono denunziati come casi di normale malattia o di infortunio non lavorativo. La Cisas ritiene che, se veramente si vuole combattere il lavoro nero sommerso, bisogna incrementare gli Organici degli Enti previdenziali, ormai ridotti all’osso, e fornire i mezzi necessari agli uffici preposti per ben operare, invece di spogliarli del tutto come sta avvenendo da tempo. La Cisas si augura che il Parlamento ora, tenendo conto della volontà popolare, voglia migliorare il decreto legge in esame in modo che i colpiti non siano, come sempre, solo i veri pensionati e i lavoratori dipendenti, ma anche certe caste e certe categorie, che si stanno arricchendo grazie anche al lavoro nero o da speculazione e nonché a carenze e omissioni.

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