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San Nicola La Strada - Incidente mortale sul Viale Carlo III^, colpa della Istituzioni, sicurezza carente

L’ennesima e tragica morte di due giovani di Casoria in sella ad una moto, riaccende una polemica che era solo sopita pronta a scattare al primo grave incidente. È accaduto alle 00.45 di sabato. A perdere la vita sono stati due giovanissimi cugini che alle tre e trenta dell’altra notte hanno violentemente impattato un’auto morendo e perdendo così la vita nel fiore degli anni. Una morte assurda, tragica, evitabilissima, ma per i due giovanissimi cugini Angelino nostro Signore Gesù Cristo aveva altri piani. La morte dei due ragazzi è solo l’ennesima vittima della classica movida, quando tutti pensano a divertirsi per staccare la spina dopo un settimana di lavoro o di studio e dove la disgrazia è sempre dietro l’angolo a ricordarci la caducità della vita e di come in questa vita noi siamo solo di passaggio e proprio per questo dobbiamo tenere in debito conto la possibilità di incidenti che possono rivelarsi letali. E, come sempre accade, migliaia di genitori, specialmente nel corso del week end, vengono assaliti dall’ansia e dalla paura quando i loro figli non sono ancora rientrati a casa. Così noi veniamo presi dall’ansia del rientro a casa dopo un sano e legittimo divertimento, dopo una settimana di lavoro. Siamo assaliti dalla paura di sentire squillare nel cuore della notte il telefono e subito il tuo pensiero corre a tuo figlio: “Dio mio è successo qualcosa a..…” e poi senti dall’altro capo del telefono una voce sconosciuta che, con i modi più gentili possibili, ti dice che tuo figlio o tua figlia ha subito un incidente, ma “non è grave, signora” si affretta subito a sottolineare questa voce sconosciuta eppure così gentile, che, magari, è anch’egli padre e pensa all’immenso dolore che stai provando. Allora prendi l’auto e corri in ospedale il più velocemente possibile, correndo il rischio di rimanere a tua volta vittima di un incidente, ma con la speranza che sia come ha detto lo sconosciuto, ma tu sai in cuor tuo che questa è una bugia, ma ti aggrappi lo stesso a questa bugia perché fino a quando non lo vedi lì steso sul freddo marmo dell’obitorio, tuo figlio o tua figlia, è ancora vivo e si può salvare. Ecco lo stato d’animo di chi ha provato sulla propria pelle questa tragica disavventura. Anche i genitori dei due giovani l’hanno provata. “Purtroppo quasi ogni settimana” - hanno affermato i medici del pronto soccorso dove sono stati immediatamente trasportati subito dopo l’incidente i due cugini – “giungono in ospedale ragazzi per traumi da incidenti stradali che risultano molto spesso mortali. Noi, oltre ad assisterli con tutte le nostre forze e le nostre energie, non ci stanchiamo mai di suggerire prudenza, di invitare ad indossare il casco. In tal senso svolgiamo anche attività di prevenzione attraverso pubblicazioni e partecipazioni a convegni e corsi nelle scuole. Purtroppo, a differenza di altre tipologie di incidenti stradali, i casi di traumi per cadute da scooter o motorini non sono diminuiti e, con essi, i casi di morte di giovanissimi”. Ma nella morte dei due ragazzi una parte di responsabilità va attribuita alle Autorità di Governo del territorio, provinciale, comunale e Forze dell’Ordine. Chiunque si è trovato a transitare sul Viale Carlo III^ non può aver fatto a meno di notare come i cartelloni pubblicitari impediscono di vedere i segnali stradali, come, specialmente di notte, non c’è uno straccio di segnaletica illuminata, che la lunga striscia di asfalto che da Caserta arriva sino all’ingresso con l’autostrada A1 di Caserta Sud è priva di qualsiasi dispositivo che aumenti la sicurezza di automobilisti, motociclisti e pedoni, l’unica cosa che c’è sono delle palline di vetro poste sulla doppia striscia continua. Dove sono i professionisti delle forze dell’ordine che, con l’aiuto del Prefetto, obblighino i diversi comuni ricadenti sul Viale Carlo III^ ad adottare delle specifiche misure di sicurezza?

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