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Venerdì, 24 Novembre 2017

Casagiove - Unione dei Comuni Appia in rosso, azioni legali per recuperare quote associative dai comuni inadempienti

Fra i presupposti, condizione “sine qua non”, per il buon funzionamento di un’associazione fra diversi comuni, è il pagamento, preciso e puntuale, di tutti gli oneri connessi a tale funzionamento e che si configura con il pagamento delle quote associative, ma a volte interagiscono anche altri presupposti che ne determinano il fallimento. Questo è quanto è accaduto anche con l’Unione dei Comuni “Appia”, associazione fra i comuni di Casagiove, San Prisco, Curti, Casapulla e Recale, che si unirono con atto notarile rogato dal notaio Matano il 17 gennaio 2006, al fine di gestire congiuntamente in forma associata alcuni servizi e funzioni. Il Comune di San Prisco, con delibera consiliare nr. 30 del 29 giugno 2012, ha disposto di recedere dall’Unione Appia e di non procedere alla nomina dei rappresentanti in seno all’Assemblea dell’Unione. Tale recesso, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 4 comma 4 del vigente Statuto dell’Unione dei Comuni Appia, ha effetto unicamente a decorrere dall’esercizio finanziario dell’anno successivo. Successivamente, con deliberazione dell’Assemblea dell’Unione dei Comuni Appia nr. 9 del 18 dicembre 2012, è stata espressa la volontà di sciogliere definitivamente tale associazione e, pertanto, sono stati invitati i rispettivi Consigli comunali di Casagiove, Casapulla, Curti e Recale, a deliberare lo scioglimento definitivo. Mentre alcuni Comuni hanno deliberato lo scioglimento, ve ne sono alcuni, invece, che hanno ancora in corso la procedura in atto. Al fine di provvedere alla liquidazione di fatture e compensi per prestazioni effettuate, sono stati fatti degli approfonditi controlli contabili da cui sono risultati inevasi i pagamenti delle quote consortili. Con note predisposte dal Segretario Generale, i Comuni facenti parte dell’Unione sono stati invitati e successivamente sollecitati a provvedere con urgenza al versamento delle quote consortili, ed, in particolare, il Comune di San Prisco è stato già diffidato al pagamento delle quote in quanto, decorrendo il recesso dall’esercizio finanziario successivo a quello dello scioglimento, le quote maturate nel corso degli esercizi finanziari precedenti alla deliberazione di recesso cono comunque dovute e vanno onorate. Con deliberazione della Giunta dell’Unione dei Comuni Appia nr. 1 del 12 marzo 2013, si è ritenuto necessario demandare al Segretario Generale il compito di nominare un avvocato per il recupero delle quote associative nei confronti del Comune di San Prisco e di eventuali altri comuni che risultassero inadempienti.

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