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Mercoledì, 08 Luglio 2020

Costagliola (Terra Nostra): l’inquinamento del cementificio Moccia ha raggiunto livelli insostenibili per la popolazione

“Dopo le prove di inquinamento il cementificio Moccia ha oramai inaugurato il nuovo corso di degrado ambientale dopo la tregua dovuta all’intervento sanzionatorio per mancato rispetto delle norme di sicurezza ambienta leda parte dell’ARPAC e degli altri organi ispettivi”. È quanto ha affermato Pasquale Costagliola, Presidente dell’Associazione ambientalista “Terra Nostra”, strenuo difensore dell’ambiente da ogni forma di contaminazione. “I camini dell’opificio oramai” – ha aggiunto l’ambientalista casertano – “eruttano gas e fumi venefici a tutto spiano, in particolare nelle ore notturne i flussi di emissione arrivano all’apice. In particolare, le ventole dell’impianto, sottosforzo per i carichi di produzione, hanno determinato nelle case vicine scosse che sembrano mettere in pericolo le strutture murarie e le stesse fondamenta delle case. Numerose sono state” – ha sottolineato Costagliola – “le richieste di intervento fatte ai vigili del fuoco che si sono portati presso le abitazioni di alcuni cittadini per valutare gli effetti degli impatti statici causati dalle vere e proprie scosse prodotte dal cementificio. L’inquinamento acustico a seguito della pressione dei macchinari è arrivato ai massimi livelli di decibel. Una condizione di vero inferno ecologico che sta incubando le premesse di manifestazioni nella pur tranquilla comunità di San Clemente posta alle strette da atteggiamenti irregolari e dal rischio ambientale estremo che si sta diffondendo nell’atmosfera”. Insomma, il cementificio Moccia è una bomba ecologica come l’ILVA di Taranto che giusto alcuni giorni orsono ha visto scendere in strada i cittadini ed i parenti delle decine e decine di operai dell’ILVA morti a causa delle polveri sottili inalate nel corso di decenni e che hanno causato l’interruzione dei morti nel vicino cimitero perché il terreno è troppo inquinato ed i necrofori hanno paura di inalare la polvere che si scatenerebbe dalla rimozione del terreno.

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