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Lavoratori ecologici ancora in attesa del TFR, urge intervento commissario prefettizio

Con un comunicato inviato alle redazioni dei quotidiani cittadini, la Segreteria della CISAS sollecita con l’urgenza che il caso richiede l’intervento del Commissario Prefettizio del Comune di Caserta, già chiesto con apposita nota nello scorso mese. I lavoratori dell’ex Società  Sace e Saba sono ancora in attesa del  Tfr  e varie altre indennità nonostante gli impegni assunti, a suo tempo, dal Comune, oltre a richiamare l’attenzione su alcune vicende, che avverrebbero all’interno del cantiere di Caserta, ora affidato a Caserta Ambiente. La Cisas evidenzia che, sino al  luglio 2008, il servizio - già gestito dalla Sace - fu affidato alla Ecologia Saba, passando successivamente, da luglio 2010,  a Caserta Ambiente. I lavoratori, sono sempre in attesa di ricevere dalle aziende Sace e Saba le loro competenze, quali : Quote di stipendio mensile, TFR, Ferie maturate e non godute, ecc. In data 30 giugno 2010, è avvenuto il passaggio di cantiere tra Saba e Caserta Ambiente, dopo che il Comune di Caserta aveva sottoscritto un accordo con la Cisas e tutti gli altri Sindacati presenti nel Cantiere, impegnandosi a liquidare le competenze ed il TFR ai dipendenti, entro il Settembre 2010. Ad oggi, i lavoratori  stanno subendo danni economici per le competenze maturate, mancati versamenti di parte dei contributi previdenziali e dei versamenti ai Fondi di Previdenza Integrativa. Sarebbero così violate le norme contrattuali e di Legge, regolanti gli appalti, evidenziando anche la mancata vigilanza del Comune di Caserta, quale stazione appaltante,  sulle seguenti attività: Mancata applicazione dei livelli retributivi e di inquadramento ai dipendenti, Corretta Applicazione del C.S.A., non vigilando sui sub-appalti - Correttezza Contributiva, Versamento ad Inps del TFR, Versamento mensile ai fondi TFR, Assunzioni di personale effettuate, furtivamente e senza alcun criterio, di parenti e familiari di dirigenti e sindacalisti di parte. La CISAS ritiene che si debba finalmente valutare il comportamento di qualche sorvegliante, che condiziona le varie attività lavorative e le attività prettamente di competenza sindacale. La Cisas  chiede  sia anche effettivamente controllata la corretta applicazione delle normative sulle proroghe per evitare di favorire clientele, a danno del servizio, dei dipendenti e dei cittadini utenti, che chiedono solamente un Servizio di Raccolta adeguato, visto l’alto costo della Tarsu anche per i disservizi e lo sperpero di denaro pubblico nella gestione di un discutibile appalto.

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