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Giovedì, 12 Dicembre 2019

Caiazza (Cisas): aumenta la povertà a San Nicola

“Negli ultimi 3 anni, dall'esplosione della crisi, c'è stata un'impennata degli italiani che si sono rivolti ai Centri Caritas e che ormai sono il 33,3%. Sono aumentate le casalinghe(+177,8%), gli anziani (+51,3%), i pensionati (+65,6%)”. È quanto ha denunziato Luciano Caiazza, segretario della Cisas, commentando i dati del Rapporto povertà 2012 della Caritas. “Povertà economica, lavoro e casa” – ha aggiunto l’esponente sindacale, funzionario Anas – “i principali bisogni per i quali si è chiesto aiuto alla Caritas. Anche la nostra città sta assistendo ad un maggiore impoverimento delle già esauste finanze della popolazione”. Per Caiazza, è andata via via crescendo negli ultimi 2-3 anni “la sensazione dei cittadini di San Nicola La Strada, come nel resto d’Italia, di sentirsi più poveri e con i mancati introiti da parte del Governo nazionale, il Comune, per far fronte alle spese, sarà costretta ad aumentare le tasse comunali, in caso contrario sarà costretta a tagliare la spesa sociale”. Secondo Caiazza c’è una “evidente incapacità dell'attuale sistema di welfare a farsi carico delle nuove forme di povertà, delle nuove emergenze sociali derivanti dalla crisi economico-finanziaria”. Diversi i limiti evidenziati: la dispersione delle misure economiche su un gran numero di provvedimenti nazionali, regionali, locali, gestiti da enti e organismi di diversa natura, senza un coordinamento complessivo; l'estremo ritardo con cui vengono attivate le misure di sostegno economico, soprattutto quelle legate alla perdita del lavoro ed alla perdita di autonomia psico-fisica; l'estrema varietà nella definizione del livello di reddito della famiglia, necessario per poter usufruire di determinate prestazioni; il forte carattere categoriale di gran parte delle misure di sostegno economico o di agevolazione tariffaria degli enti locali: le soglie e i criteri di accesso alle varie opportunità assistenziali sono estremamente diversificate, creando dei vicoli ciechi spesso difficili da prevedere all'avvio dell'iter di richiesta della misura. “Il progressivo restringimento delle disponibilità finanziarie nel settore socio-assistenziale” – ha concluso Caiazza – “sta determinando la chiusura o la negazione repentina dei diritti ad una serie di fasce sociali che, fino a poco tempo fa, beneficiavano dell'intervento”.

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