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Castel Morrone - Solidarietà di Unione Civica ai lavoratori del Consorzio Unico di Bacino, da mesi senza stipendio

“Il Gruppo Consiliare dell’Unione Civica esprime vicinanza umana e sostegno politico a questi lavoratori del Consorzio Unico di Bacino che oggi, senza avere altra colpa se non la volontà di sostentare le proprie famiglie, vivono un momento di grave difficoltà”. È quanto hanno affermato i consiglieri d’opposizione commentando la notizia della denunzia dei Carabinieri nei confronti dei lavoratori del CUB per interruzione di pubblico servizio. “Ai lavoratori del Consorzio che operano nel nostro Comune da vari mesi, circa sei, non viene dato lo stipendio. Questi lavoratori, evidentemente disperati nel vedere le loro famiglie ridotte alla fame” – prosegue il comunicato – “hanno messo in atto delle forme di lotta per le quali, a parere delle autorità di pubblica sicurezza, si è prefigurato il reato di "interruzione di pubblico servizio". Al di là del suo profilo giuridico, che si definirà nelle sedi opportune, siamo in presenza di una vicenda socialmente allucinante. Nella regione dove la contiguità tra la camorra e la gestione dei rifiuti è stata ormai comprovata da innumerevoli sentenze della magistratura; in una regione dove sul servizio della raccolta rifiuti si sono costruiti dei baracconi inefficienti che con i soldi di tutti hanno operato elettoralisticamente a favore di pochi, succede che a finire inquisiti sono ora un pugno di lavoratori, disperati perché ridotti alla fame per il protrarsi della mancanza dello stipendio. Vogliamo segnalare” – è scritto nella nota diffusa alla stampa – “l'algido comunicato dell’Amministrazione di Pietro Riello, che venendo meno ancora una volta alla propria funzione sociale, invece di rinfocolare l'empatia dei Morronesi verso queste famiglie in sofferenza, sembra quasi atteggiarsi ad arbitro terzo, come se la vicenda potesse ridursi ad un fatto di natura esclusivamente burocratica e giuridica, ad una sola questione di uffici pubblici e di tribunali. Invitiamo i cittadini di Castel Morrone” – prosegue la nota – “a considerare il particolare momento che stanno vivendo questi lavoratori e ad essere più tolleranti di quanto normalmente già sanno essere. Questa vicenda è l’occasione per riconsiderare i pilastri culturali che fondano questa nostra civiltà e di rivitalizzarli in nome di valori antichi, che in tempi anche recenti ci hanno regalato delle straordinarie accelerazioni di progresso e ai nostri giorni paiono invece offuscarsi. Parliamo della solidarietà, della mutualità tra gli individui e tra le categorie di lavoratori, del rispetto del lavoro come mezzo di collaborazione tra i singoli individui e di costruzione del benessere collettivo e della coesione sociale.

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