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Giovedì, 28 Maggio 2020

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Talarico sulla difesa ambientale: trasformare le criticità in risorse

“ A nessuno può sfuggire l’importanza, l’attualità, l’interesse e l’urgenza dei problemi legati alla difesa e alla valorizzazione dell’ambiente, in particolare del mare. Per queste ragioni abbiamo deciso di dedicare una intera sessione dei lavori dell’Assemblea di lunedì al tema ambiente depurazione e difesa del mare ”. Il presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico, sostiene che è necessario considerare una priorità la questione ambientale, che considera “ decisiva “ per lo sviluppo della Calabria. “ Dobbiamo agire – dice - con forte spirito di coesione, tutti insieme, enti locali, mondo produttivo, amministrazione regionale, per trasformare le criticità attuali in risorse e capitale da investire per il nostro futuro. Le questioni legate alla difesa e valorizzazione dell’ambiente, già oggi centrali – afferma Talarico - sono destinate ad esserlo sempre di più e richiedono un’attenzione maggiore e più qualificata, rispetto a un passato di rovinose dissennatezze che ha provocato situazioni negative che ancora scontiamo. Adesso, quelle situazioni penalizzanti, richiedono pianificazione e capacità di gestione, con tecniche moderne, costantemente riviste e aggiornate. Per una serie di fattori, nell’ultimo decennio, la nostra grande ricchezza ambientale, soprattutto quella del mare, si è trasformata in una questione che ha prodotto criticità e offuscato, progressivamente, l’immagine di tutta la regione in una vasta area dell’opinione pubblica nazionale. Bisogna invertire questa tendenza – sostiene il presidente del Consiglio regionale - e ricreare tutte quelle condizioni capaci di riflettersi sul benessere della nostra regione e sulla sua immagine. Obiettivo fondamentale e prioritario, deve essere la difesa dall’aggressione e dalla speculazione sui nostro beni ambientali, con controlli costanti e potenziamento delle strutture operative. E’ necessario – afferma Talarico - mettere in campo tutte le politiche idonee a correggere gli errori del passato e allo stesso tempo diffondere una cultura che faccia sentire, ad ogni cittadino, come proprio il bene collettivo, come può essere, appunto, il territorio, l’ambiente e anche le infrastrutture già realizzate. Negli ultimi anni – dice ancora Talarico - è cresciuta la presa di coscienza che bisogna rivedere, profondamente, e radicalmente, il modo con cui viene gestito il patrimonio di risorse ambientali e naturali del nostro Mezzogiorno, a cominciare proprio dal mare che spesso balza agli onori della cronaca a causa delle emergenze che incidono negativamente sulle attività turistiche e sull’andamento delle stagioni balneari. Fino a poco tempo fa si è agito con una logica emergenziale, che ha finito con l’essere attenta ai problemi d’immagine, piuttosto che alle cause profonde delle periodiche emergenze. Occorre cambiare direzione e muoversi con una concezione nuova rispetto al passato. L’esigenza della difesa del mare e delle sue coste, dobbiamo sentirla come una questione strategica che richiede un forte e continuato impegno etico – politico. Dalle analisi devono scaturire le strategie. E’ un’occasione da non perdere riscoprire e valorizzare la risorsa-mare che può vedere la Calabria tra le regioni e le aree mediterranee, capofila di progetti comuni ad ampio raggio su vaste aree territoriali, in coordinamento con le politiche e le risorse del Ministero dell’Ambiente. Sarebbe questo un banco di prova fondamentale, non solo per la difesa del mare, ma anche per lo sviluppo delle stesse aree interessate. Occorre mettere in giuoco le idee, le culture e i processi che nel passato hanno dato forma alla realtà mediterranea”, dice ancora Talarico. “ Solo così possiamo anche verificare se esiste davvero una dimensione mediterranea nella politiche comuni, cominciando, per esempio, con il coinvolgimento di università, centri di ricerca, e guardia costiere e dalle sperimentazioni di nuove tecnologie. Serve – conclude Talarico - predisporre una somma di interventi e azioni a beneficio ispirati a un modello comune tra le regioni, al fine di prevenire i danni ambientali e tutelare un bene prezioso che sarà sempre un insostituibile patrimonio di tutti”.

 

 

 

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