Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Sabato, 04 Dicembre 2021

Nel 2011 le Fiamme Gialle hanno scoperto redditi non dichiarati per 141 milioni di euro e sequestrato beni alla ‘ndrangheta per 510 milioni di euro

In linea con le direttive dettate dal Comando Generale del Corpo, nell’anno 2011, la Guardia di Finanza reggina ha proseguito nella lotta all’evasione fiscale e contributiva nonché alle diverse forme di illecito finanziario che arrecano nocumento agli interessi del bilancio dell’Unione Europea, dello Stato e degli Enti locali.

Contestualmente a tale attività, le Fiamme Gialle reggine hanno condotto un’incisiva azione di contrasto a tutto campo verso i fenomeni illeciti che insidiano le libertà economiche dei cittadini e compromettono lo sviluppo sociale.

In particolare, i Reparti del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno perseguito una incisiva azione di aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati dalla criminalità organizzata volta ad impedire l’infiltrazione dei capitali illeciti nel sistema economico.

L’impegno profuso dal Corpo, volto a tutelare i contribuenti onesti dalla concorrenza sleale dell’economia sommersa, si è concretizzato nell’esecuzione di n. 1.726 attività ispettive (verifiche e controlli) in materia di imposte sui redditi e di Iva. Tali ispezioni hanno consentito di constatare ben 141 milioni di euro di materia imponibile sottratta all'imposizione sui redditi, nonché un'evasione I.V.A. per 21 milioni di euro.

Le qualifiche e le professionalità possedute dai militari del Corpo hanno consentito spesso di integrare - anche sul versante del contrasto all'evasione fiscale - l'attività di controllo amministrativo con quella di polizia giudiziaria, consentendo di portare all’attenzione della magistratura condotte dolosamente tese alla perpetrazioni di sofisticate frodi tributarie.

Fra i casi più emblematici, si ricorda l’attività ispettiva condotta nei confronti di una società di capitali, operante nel settore dei servizi, con sede nel capoluogo. La verifica in parola, infatti, ha permesso di acclarare l’utilizzo, da parte dell’impresa reggina, di fatture false per oltre 12 milioni di euro relative ad acquisti di servizi mai di fatto ricevuti.

L’attività di contrasto alle frodi si è conclusa con la segnalazione alla magistratura di n. 133 soggetti ritenuti responsabili, spesso in concorso fra loro, di reati fiscali riconducibili alle seguenti fattispecie: utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (29 violazioni), dichiarazione fraudolenta e infedele (58 violazioni), omessa dichiarazione dei redditi (19 violazioni), occultamento o distruzione della contabilità (26 casi).

Gli evasori totali scovati ammontano complessivamente a 118 mentre 14 sono risultati evasori paratotali. I redditi occultati da tali categorie raggiungono i 101 milioni di euro con un omesso versamento di IVA pari a 14 milioni di euro.

L’attività di contrato al sommerso da lavoro ha permesso di individuare n. 323 lavoratori "in nero" e n. 614 ''irregolari". I datori di lavoro verbalizzati ammontano a 45. A questi vanno aggiunti gli 8 imprenditori denunciati alla competente AG per aver fittiziamente assunto n. 550 braccianti agricoli ai quali sono state indebitamente erogate provvidenze socio-assistenziali per oltre 1,1 milioni di euro.

L'attività di vigilanza nel settore delle accise sui prodotti energetici ha portato alla contestazione di 48 violazioni, alla denunzia all'Autorità Giudiziaria di 53 soggetti, al sequestro di 17 tonnellate di prodotti ed alla scoperta di consumi fraudolenti pari a 7 tonnellate di oli minerali.

Il più rilevante dei risultati conseguiti nel settore delle accise ha portato alla luce un sistema di frode realizzato attraverso una rete di società, riconducibili in parte a sodalizi criminali, che falsificavano le procedure di denaturazione del gasolio destinandolo ad usi non agevolati. Il meccanismo di frode aveva consentito all’organizzazione di evadere le accise per 150 mila euro a settimana. A tutela degli interessi erariali frodati i finanzieri hanno sequestrato ai responsabili (42 persone) beni per 350 milioni di euro.

Di non minore importanza, al fine di un efficace controllo economico del territorio, l’attività in materia di scontrini e ricevute che, nella decorsa annualità, ha raggiunto i n. 5.683 controlli, 1.326 dei quali conclusi hanno evidenziato l’omesso rilascio del documento fiscale.

Sono state, inoltre, accertate e segnalate all’A.G. ordinaria e contabile indebite percezioni di contributi pubblici per oltre 15 milioni di euro tra finanziamenti comunitari ed erogazioni provenienti dagli Enti territoriali.

Nel settore dell’aggressione patrimoniale alla criminalità organizzata, i Reparti del Corpo della Provincia, hanno sviluppato investigazioni economiche, patrimoniali e finanziarie nei confronti di 511 soggetti.

Tale attività ha permesso di addivenire al sequestro di beni per un valore di circa 510 milioni di euro e confische per 229 milioni.

Tra le investigazioni patrimoniali condotte dai finanzieri, merita di essere ricordata quella che ha portato alla confisca di beni, per un valore stimato in 200 milioni di euro, a carico di una cosca reggina con importanti ramificazioni economiche nella capitale: fra i beni confiscati, noti locali pubblici ed immobili di prestigio a Roma.

 

Nel comparto del contrasto ai traffici illeciti assumono infine rilievo i settori della lotta al contrabbando ed ai traffici di sostanze stupefacenti, nonché la vigilanza sul corretto esercizio di giochi amministrati ed il contrasto dell’immigrazione clandestina.

 

In particolare nell’anno sono stati effettuati sequestri di T.L.E. di contrabbando per oltre 19 tonnellate.

Il traffico illegale di sostanze stupefacenti, che consente la realizzazione di ingenti profitti e di alimentare l’industria del crimine” continua a interessare questa provincia, sia come area di transito attraverso lo scalo portuale di rilevanza internazionale di Gioia Tauro, che di spaccio.

 

Anche nel 2011 non sono mancati risultati d’assoluto rilievo. In merito si ricordano il sequestro di 560 Kg di cocaina purissima effettuato nel mese di ottobre nel Porto di Gioia Tauro a carico di un dipendente della società di gestione colto in flagranza nell’atto di trasportare, con un furgoncino, il grosso quantitativo di droga all’esterno dell’area portuale.

Si segnala, inoltre, una complessa attività di indagine che ha permesso di disarticolare una ramificata associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, conclusasi con l’esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di n. 17 soggetti ritenuti organici ad una nota cosca della locride.

 

In tutta la provincia si è pervenuti complessivamente al sequestro di 1.094 Kg. di sostanze stupefacenti e psicotrope, di cui oltre 1.092 Kg. di cocaina, 1,2 Kg. di eroina e 1,3 marijuana, alla denuncia di 80 soggetti di cui 33 tratti in arresto.

 

La Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha svolto nel 2011 un’intensa attività diretta alla repressione del trasferimento e della commercializzazione di merci con marchi contraffatti ovvero di opere dell’ingegno illecitamente riprodotte.

 

Sono stati denunciati 33 soggetti di cui 1 in stato di arresto.

L’attività di contrasto, eseguita principalmente all’interno dell’area portuale di Gioia Tauro in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane, ha consentito di sequestrare complessivamente oltre 3,5 milioni di pezzi di merce contraffatta.

Si ricorda, fra gli altri, il sequestro di un ingente quantitativo di farmaci contraffatti, circa 10 tonnellate, effettuato nel luglio scorso: il carico era costituito da prodotti contenenti diversi “principi attivi” normalmente utilizzati per la preparazione di potenti anti dolorifici che, dopo le analisi, hanno rivelato contenuti sconcertanti quali veleno per topi, acido borico e coloranti a base di piombo, capaci di provocare a chi li avesse assunti, seri problemi cardiaci.

Parallelamente sono state eseguite su tutta la provincia 237 controlli per il contrasto del carovita.

Nel comparto dei giochi, nel corso di 77 interventi sono denunciati alla Magistratura inquirente 44 soggetti e sottoposti a sequestro 290 apparecchi da divertimento non collegati con il server dell’A.A.M.S., nonché recuperati a tassazione 413.379 euro di prelievo unico erariale.

Infine, l’attività sviluppata nel contrasto all’immigrazione clandestina ha portato all’individuazione nell’ambito di 10 sbarchi, di 146 clandestini.

Le funzioni di Polizia Giudiziaria esercitate dal personale della Guardia di Finanza e conferite dal Codice di Procedura Penale, non sono meno importanti.

In tale veste, 311 sono stati gli interventi eseguiti nel comparto del Codice Penale e delle leggi di Pubblica Sicurezza.

Sono state tratte in arresto 45 persone e sono stati denunciati all’A.G. 1.220 soggetti.

Tra i sequestri, meritano particolare attenzione le oltre 2 tonnellate di artifizi pirotecnici rinvenuti nell’area della Piana di Gioia Tauro.

Nel decorso anno, particolare attenzione è stata posta al contrasto ai reati ambientali ed ai traffici illeciti di rifiuti, con il sequestro di oltre 22.000 mq. di aree demaniali, 3 discariche abusive ed oltre 3 tonnellate di rifiuti industriali. Sono stati denunciati 28 soggetti di cui 1 in stato di arresto.

 

In linea con le direttive dell’Autorità di Governo, emanate per il 2012, la Guardia di Finanza reggina intensificherà la propria azione di contrasto dei fenomeni di evasione, di frode e di illegalità economica e finanziaria più pericolosi che richiedono un’ulteriore implementazione delle attività d’intelligence, di analisi di rischio e di controllo economico del territorio.

 

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI