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Il monitoraggio marino per la tutela della salute pubblica

Obiettivo primario di un programma di monitoraggio ambientale è quello di determinare l'esatta conoscenza,  sotto il profilo microbiologico, fisico-chimico ed ecologico, dello stato ambientale, quindi, l'identificazione sia delle situazioni di degrado ambientale che di situazioni, anche solo potenzialmente, pericolose.  La sorveglianza delle acque marine costituisce un momento importante della tutela della salute pubblica e questo spiega l'attenzione e l'impegno che la Provincia di Crotone, attraverso l’ Area Marina Protetta “Capo Rizzuto”, ha costantemente dato ai suoi programmi di monitoraggio marino (monitoraggio Posidonia oceanica, Tartarughe marine, ecc…) ed alla loro attuazione.  Le condizioni ambientali delle acque della fascia costiera possono cambiare facilmente in seguito a numerosi fattori di disturbo, che provocano delle modifiche nella struttura e nel funzionamento delle comunità. Molte specie animali e vegetali sono sensibili a queste modifiche, perciò possono essere utilizzate per evidenziare fenomeni di degrado della qualità dell’ambiente; sono, quindi, di grande aiuto nel rilevare la presenza nelle acque di determinati inquinanti e del loro grado di concentrazione e, allo stesso tempo, evidenziarne eventuali effetti negativi per la salute pubblica. Così è successo, per esempio, per la piccola tartaruga Chelonia mydas, portatrice inconsapevole di un’importante informazione. Giovedì 20 ottobre 2011 il giovane esemplare di  Chelonia mydas è stato ritrovato spiaggiato sulle coste di un paesino in provincia di Cosenza  ed è stato trasferito al Centro di soccorso, recupero e monitoraggio tartarughe marine – CEAM Aquarium Capo Rizzuto. L’esemplare, reattivo, presentava un’ infezione ad entrambi gli occhi con fuoriuscita di liquido giallastro e conseguente riduzione della visione. L’infezione veniva confermata dagli esami colturali, eseguiti dai biologi del centro e diagnosticata come infezione da Pseudomonas aeruginosa, un batterio molto virulento ed ubiquitario in natura, essendo diffuso in acqua, suolo e piante. Un interessamento dell'occhio da parte dello Pseudomonas spesso si presenta  dopo un trauma alla cornea o dopo esposizione ad acqua contaminata (rifiuti organici prodotti da attività urbana, agricola ed industriale). Nell’uomo P.aeruginosa è considerato un patogeno opportunista che, occasionalmente, colonizza la cute, l'orecchio esterno, le vie respiratorie superiori o l'intestino crasso. Le più importanti infezioni sostenute da P.aeruginosa sono quelle polmonari, le setticemie, otiti, infezioni urinarie e oculari, endocarditi e infezioni delle ustioni. Una infezione dovuta al batterio Pseudomonas aeruginosa può rappresentare una condizione molto pericolosa in quanto difficilmente guaribile e che può essere letale. La pericolosità del batterio è incrementata dalla sua resistenza a molti antibiotici e disinfettanti, ma anche dalla facilità di diffusione.  Vista la rarità della Chelonia mydas avere la possibilità di salvare un esemplare è importantissimo, ma questo evento rarissimo sottolinea ancora l’importanza dei centri di recupero non solo come centri che lavorano quotidianamente per salvare questo straordinario animale dall’estinzione, ma soprattutto come centri di studio degli ecosistemi costieri marini, attraverso il monitoraggio di eccellenti indicatori ambientali come le tartarughe e altri organismi marini. Questa piccola tartaruga ci ha permesso di individuare un potenziale sito interessato dalla presenza di questo batterio e quindi di avvisare l’Ente competente per effettuare ulteriori controlli in modo da scongiurare eventuali pericoli per i bagnanti.

Ubaldo PRATI
V. Presidente Provincia di Crotone

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