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Domenica, 06 Dicembre 2020

Intervento del Presidente del consiglio regionale Francesco Talarico all’inizio della seduta del 2 dicembre

Onorevoli colleghi,

la conferenza dei capigruppo mi ha delegato, a nome dell’intero Consiglio, di esprimere le valutazioni della massima assemblea elettiva calabrese in merito ai provvedimenti giudiziari della procura della Repubblica di Milano che coinvolgono il consigliere regionale Francesco Morelli.

Non si tratta di un atto dovuto, ma di una espressione che deriva da un comune sentire in questa aula e da una sensibilità che riconduce a comuni preoccupazioni ed alla esigenza di una vigilanza rigorosa e altissima.

Il nostro auspicio è che il consigliere Morelli possa chiarire la sua posizione, dimostrando la sua estraneità ai fatti che gli vengono contestati.

Vogliamo ribadire, dagli elementi che sono a nostra conoscenza, che i reati contestati, non sono relativi all’esercizio del mandato di consigliere regionale ed alla sua funzione di presidente della Commissione Bilancio, atti e comportamenti sono quindi da ricondurre a responsabilità personali senza alcun coinvolgimento dell’Istituzione che ho l’onore di presiedere,

Riponiamo grande fiducia nel lavoro della magistratura di Milano e nell’impegno quotidiano, costante, rigoroso e coraggioso della magistratura e delle forze dell’ordine della Calabria e nel loro lavoro di contrasto alla ndrangheta ed a quell’area cosiddetta grigia che si nutre di relazioni, collusioni e connivenze che ostacolano lo sviluppo economico e sociale della nostra regione e che sono da considerare tra le cause principali di quella debolezza civile che mette la Calabria ai margini della vita del Paese.

In questo momento, abbiamo il dovere, tutti, maggioranza ed opposizione, di difendere, tutelare e distinguere, ruolo e funzioni della massima assemblea legislativa della regione da responsabilità soggettive dei singoli.

Un dovere anche di vigilanza attenta, pur se va riconosciuto che il Consiglio regionale della Calabria si è dato negli anni delle regole rigorose a tutela della sua funzione e degli atti che si compiono nell’espletamento della propria attività.

Il Consiglio regionale della Calabria ha le carte in regola su questi temi, con l’approvazione all’unanimità di una serie di provvedimenti che nel corso delle passate legislature sono stati approvati.

Ci siamo dati delle regole precise e direi quasi uniche nel panorama della legislazione regionale in materia. Penso alla costituzione parte civile in tutti i processi di mafia, alla decadenza da incarichi di funzione nel caso di rinvio a giudizio e all’obbligo della certificazione antimafia anche per i collaboratori delle strutture consiliari e poi ancora altri provvedimenti che sono contenuti nel nostro codice etico.

La forza delle istituzioni, anche della nostra assemblea, consiste nell’agire e nel garantire un quadro di legalità e di trasparenza, capace di rappresentare le motivazioni di fondo di un sistema democratico.

Dobbiamo saper distinguere tra l’Istituzione, che è garanzia di legittimità per tutti, i singoli nei comportamenti quotidiani, e i partiti, che sono chiamati a fare attenzione nel comporre le loro liste e debbono saper rinunciare a qualche consenso quando non è assicurata la massima trasparenza.

Noi in Consiglio regionale, dobbiamo continuare - con serenità, con senso alto del ruolo che siamo stati chiamati a svolgere in questa aula, e con un supplemento d’impegno, - in quel cammino tracciato insieme, di rispetto delle regole e di valorizzazione della cultura della legalità.

Certo, l’impegno dell’istituzione regionale, come delle altre istituzioni, non saranno sufficienti, se ad esso non corrisponde un analogo senso di responsabilità, partecipazione e testimonianza autentica della società civile, con azioni e comportamenti che siano capaci di rinsaldare i modi di agire di ognuno con i modelli di legalità e il rispetto delle regole.

Non nascondiamo che il quadro della realtà sociale della nostra regione è racchiuso dentro una cornice in cui si delinea una grande crisi di legittimazione che non risparmia le istituzioni ad ogni livello, pezzi della società, ordini professionali e aree grigie, come si evince dalle più recenti inchieste della magistratura calabrese.

Per porre riparo a questo quadro preoccupante, che riflette una immagine non positiva della nostra società, per ricostruire fiducia nei cittadini e unire le volontà della Calabria onesta e perbene, nella lotta concreta ad ogni forma di illegalità, occorre contribuire a ricostruire, con la volontà e l’impegno unanimi di questa Assemblea, il tessuto connettivo di una presenza delle istituzioni tutte, che sia autorevole, credibile ed efficace.

In questa direzione, dobbiamo intensificare il nostro lavoro, mirando a coinvolgere, sinergicamente, le diverse realtà istituzionali, della società civile e soprattutto le nuove generazioni che possono essere, con il nostro aiuto, gli artefici del cambiamento di questa regione.

Sin dall'inizio di questa legislatura, ci siamo impegnati, come Consiglio regionale, con grande sforzo di tutte le forze politiche, di maggioranza e minoranza, in un lavoro di progettualità e di interventi a sostegno del valore della legalità, coinvolgendo le scuole di tutta la Calabria e migliaia di giovani calabresi, che auspichiamo possano diventare i protagonisti di una nuova stagione della Calabria.

Abbiamo approvato, in questa aula, molti provvedimenti legislativi, tanti dei quali all’unanimità, e ordini del giorno che hanno dato il via a una serie di iniziative, non solo simboliche, ma di grande valore e significato.

E' necessario, in questo momento di difficoltà, unire le energie e le risorse disponibili, mettere in campo tutte le sinergie possibili, tra apparati dello Stato, enti locali, politica, con un’attenzione ai messaggi significativi della Chiesa di Calabria, saldo punto di riferimento in un contesto sociale a volte fatto di ritardi, silenzi e paure.

Serve tutto questo, per ribaltare un'idea della nostra regione dove niente funziona, o funziona poco e tutto è male.

Questo sguardo degli altri sulla Calabria, dobbiamo correggerlo e respingerlo, soprattutto quando è ingiusto ed è frutto di pregiudizio.

L’impegno di questo Consiglio, con una visione pluralistica e unitaria delle cose da fare e da realizzare, non può che consistere nell’idea che lavorando nella solidarietà lunga, di tipo politico e sociale, possiamo farcela a cambiare la Calabria.

In Calabria ci sono politici, responsabili delle istituzioni, magistrati, rappresentanti delle forze dell'ordine, che lavorano insieme per isolare e colpire quella che è definita la “zona grigia”, che collude e si fa complice della mafia.

E’ nel quadro e nel circuito virtuoso di servitori delle istituzioni che la massima assemblea legislativa della Calabria si muove.

La nostra coscienza personale, quale che sia il ruolo nel quale siamo impegnati, ci impone di fare sistema per superare le difficoltà, per difendere l’immagine del Consiglio regionale, per far fronte ai nostri doveri di rappresentanti democraticamente eletti.

Con l’auspicio quindi, in un momento così difficile, di una coesione di tutte le istituzioni e di una grande convergenza, ognuno per la propria parte, e per le proprie competenze, ci auguriamo che vengano messe in campo iniziative che isolino le minoranze che producono il malessere e facciano emergere le potenzialità, le risorse e le virtù della stragrande maggioranza dei cittadini, che è fatta di persone perbene, laboriose e che hanno a cuore il riscatto e il rilancio della nostra terra.

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