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Venerdì, 10 Luglio 2020

Si aggravano i nodi irrisolti al Consorzio di Bonifica Tirreno Reggino

“La gestione a guida commissariale del Consorzio di Bonifica Tirreno Reggino, continua ad attuare in modo inequivocabile e tangibile un deficit di trasparenza”. Cosi Pietro Molinaro presidente Coldiretti Calabria commenta una circostanziata lettera, inviata al Commissario, al Dirigente del Consorzio, alle Istituzioni regionali interessate e alla Coldiretti Calabria, da un noto studio legale che in nome e per conto di Francesco Rao nella qualità di componente la Consulta del Consorzio di Bonifica Tirreno Reggino aveva richiesto verbali delle ultime quattro sedute della Consulta che tra l’altro riguardavano la presentazione del progetto dei lavori di razionalizzazione degli impianti irrigui del comprensorio afferente al Piano Irriguo Nazionale 2011. Alla legittima richiesta del componente la Consulta del Consorzio, organo, ancorché consultivo, previsto dalla Legge e dallo Statuto, non è stato dato corso impedendo, di fatto, allo stesso, evidentemente portatore degli interessi dei consorziati, di accedere ad atti pubblici- quali i verbali della Consulta – e poter verificare la conseguenzialità delle scelte operate e deliberate. In particolare, ci si riferisce, al progetto riguardante “Lavori di razionalizzazione degli impianti irrigui al servizio del comprensorio”, afferente al Piano Irriguo Nazionale 2011 e quindi al significativo e consistente finanziamento che corre il serio rischio, come già denunciato da tempo dalla Coldiretti Calabria, di essere precluso al Consorzio di Bonifica Tirreno Reggino. Nel mese di agosto u.s. il Commissario, ad una delegazione della Coldiretti di Reggio Calabria, aveva assicurato il suo massimo impegno a tenere fede al finanziamento del progetto, ma, come si evidenzia nella nota dello Studio Legale, che Molinaro ha riscontrato, non vi è alcuna certezza, sia sulla trasmissione del progetto di che trattasi alla Regione Calabria che a sua volta doveva trasmetterlo al Ministero Politiche Agricole - ex-Agensud ed in particolare quale sia il progetto inviato, visto che era stato dato incarico dal Commissario all’ing. Giuseppe Buggè di realizzarlo, tra l’altro con l’assenso di tutti i componenti la consulta. Si continua ad assistere quindi ad uno stato di cose che chiamano direttamente in causa l’operato del Commissario che, per sua natura, risponde alla Giunta Regionale che lo ha nominato che – pe coldiretti - può e deve necessariamente esercitare una azione di garanzia a tutela dell’Ente e dei legittimi proprietari: i consorziati. La Coldiretti Calabria, ribadisce la necessità, che il Dipartimento Regionale Agricoltura, non si ponga in una situazione di quasi neutralità o peggio di inerzia, ma eserciti -così come legittimamente accade con i Consorzi a gestione ordinaria - secondo le proprie specifiche e peculiari prerogative e attribuzioni, una efficace azione di vigilanza su quanto in modo inspiegabile, sta accadendo nell’Ente Consortile, che ormai da tempo è turbato per vari e diversi motivi, prendendo i provvedimenti del caso. Per rimanere alle questioni ultime, riassuntivamente la Coldiretti denuncia quindi: la mancata trasparenza sugli atti amministrativi e la compromissione dell’approvazione e del relativo finanziamento di un opera molto attesa dai consorziati e che rappresenta un investimento essenziale per l’economia e lo sviluppo del territorio. La stragrande maggioranza dei consorziati che Coldiretti rappresenta- conclude Coldiretti -biasimando gli arroccamenti e la posizione di stallo che la gestione commissariale continua inopinatamente a perseguire, avvertono l’esigenza di una trasparenza totale, per ristabilire, nella prassi, le regole fondamentali che sono alla base di una oculata gestione.

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