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Lunedì, 19 Aprile 2021

Il Tar di Reggio Calabria respinge il ricorso contro la Regione Calabria sul Punto nascita di Melito Porto Salvo

La Regione Calabria - informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta regionale – ha preso atto della decisione del TAR di Reggio Calabria di respingere la domanda cautelare proposta da alcuni ricorrenti relativa al provvedimento di chiusura del punto nascita dell’Ospedale di Melito Porto Salvo. La vicenda aveva avuto origine dall’emanazione dei provvedimenti emessi dal commissario provinciale relativi alla revoca dell’autorizzazione sanitaria all’esercizio e all’accreditamento del Punto Nascita di Melito. I decreti, è bene precisare, erano meramente esecutivi del decreto emesso dal Presidente della Giunta regionale nella qualità di commissario ad acta per il Piano Sanitario di Rientro. Il ricorso proposto anche da alcuni sindaci del territorio, tendeva all’annullamento del decreto esecutivo di revoca dell’autorizzazione e si basava su alcune considerazioni relative alla distanza degli utenti dall’Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria dove agiva il punto nascita unificato. Si faceva presente che era illogica la determinazione del Presidente, nella qualità, che faceva riferimento al limite del superamento dei 500 parti all’anno per la sopravvivenza del punto nascita.

La Regione si costituiva con l’assistenza dell’avv. Mario De Tommasi del foro di Reggio Calabria, sostenendo, in via preliminare, l’inammissibilità del ricorso perché proposto fuori termine in quanto non era stato impugnato l’atto presupposto, cioè il decreto nr. 26 del 16 novembre 2010 del Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, e nel merito, facendo rilevare che il numero indicato non era illogico in quanto proveniente da una indicazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità inserita nella programmazione sanitaria nazionale, recepita quindi nel Piano di Rientro. Piano che, nella particolare situazione debitoria in cui si trovava la sanità in Calabria, stabilisce in maniera categorica gli abbattimenti da fare per risanare la situazione e tra questi figurano ad esempio, la soppressione di alcuni ospedali che non raggiungono un certo numero di degenze ed è teso proprio a ristabilire condizioni di sicurezza e migliore assistenza.

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