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Domenica, 18 Aprile 2021

Operazione “Torno subito”, il M5S: ecco l’assuefazione all’illegalità

Torno subito”, sembra una frase qualunque, innocua, che preannuncia marachelle fatte da adolescenti irresponsabili che sfuggono brevemente al controllo parentale.
Ma dette dal GIP Bennato, in occasione dell’omonima operazione che ha coinvolto 95 spensierati dipendenti comunali, dei quali 17 arrestati ed altri 42 richiesti d'interdizione dal posto di lavoro con l’accusa di truffa e falso, hanno tutto un altro sapore.

Parliamo di un sistema “criminale” fatto di bugie, omertà, sotterfugi, complicità che poteva avere come scopo quello di andare a fare shopping tranquillamente come di andare ad accompagnare la nobile schiatta a scuola come semplicemente poter andare a prendersi il caffè in santa pace al bar più vicino, magari chiacchierando amabilmente del più e del meno, mentre i meno fortunati sono costretti a dannarsi l'anima per trovare un lavoro od anche per sforzarsi di mantenerlo.

Chissà, magari questi dipendenti comunali che lasciavano il posto di lavoro impunemente quasi - citando il giudice - “sfacciatamente”, erano quelli che non più di un mese addietro protestavano rabbiosamente in P.zza Italia per il ritardato pagamento del loro sacrosanto stipendio !

D'altronde, i meccanismi che incitano a delinquere, nella nostra amata Calabria, sono talmente abituali che solo un fesso li può ignorare ed un reato da codice penale può dunque passare per un comportamento universalmente tollerato, una “furbata che tanto fanno tutti”: ecco l'assuefazione all'illegalità, quella generale indifferenza che si rispecchia in questo come in tanti altri aspetti (vogliamo citare l'evidentissimo abusivismo edilizio, per esempio?) di Reggio Calabria.

Ma forse dietro questo suicidio assistito (doloroso per gli autori e le loro famiglie) di una certa generazione collusa di cittadini reggini, alieni al concetto di società civile e ben più abituati ad un sistema clientelare al quale non è neanche più necessario chiedere per ottenere, si può cogliere il definitivo fallimento di un modello politico fondato sul sopruso alla democrazia del clan vincente, un modello che ha portato all'evidente tracollo morale - dopo quello materiale dell'istituzione comunale - quel Modello Reggio che si sta avviando a rapido quanto misero declino anche in ambito regionale.

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