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Motta San Giovanni - Anche i sindaci dell’area dello Stretto contro la chiusura del tribunale di Lamezia Terme

«Siamo totalmente d’accordo con chi sostiene che la battaglia contro la chiusura del tribunale di Lamezia Terme è una battaglia che appartiene a tutti i calabresi». Queste le parole del sindaco di Motta San Giovanni, Paolo Laganà, che, a nome dell’Associazione dei sindaci dell’Area dello Stretto, si pone contro il progetto governativo che prevede la dismissione del Palazzo di Giustizia lametino e il contemporaneo accorpamento a Catanzaro.

«Intendo esprimere solidarietà al sindaco Gianni Speranza – continua il primo cittadino mottese – e alla città di Lamezia Terme, punto di snodo e area centrale della Calabria, che non può essere privata di un così rilevante Presidio di Legalità. Ci auguriamo che ci sia un giusto ripensamento sulle linee guida da seguire nella riorganizzazione della giustizia. In particolare ci uniamo alla giusta e forte protesta di quanti chiedono di rivedere il decreto delegato che impone la revisione delle circoscrizioni giudiziarie e la cancellazione di alcune sedi».

Il sindaco Laganà si domanda quale sia la logica di un tale provvedimento: «Non c’è dubbio che l’Italia abbia bisogno di velocizzare la macchina della Giustizia ma non è certo sciogliendo Tribunali strategici come quello di Lamezia che si raggiunge l’obiettivo. Chiudere un Palazzo di Giustizia di una città il cui Consiglio comunale è stato per ben due volte sciolto per mafia, non è certo un’azione che va verso il superamento delle ingiustizie territoriali, appare semmai un segnale in controtendenza alla lotta contro la criminalità organizzata. La scelta di penalizzare una determinata area territoriale (invece di puntare su aree a bassa densità mafiosa quali Montepulciano, Sulmona o Ivrea) è talmente irragionevole e paradossale che viene da chiedersi se non si tratti semplicemente di uno scherzo di cattivo gusto».

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