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Giovedì, 09 Luglio 2020

Spanò: Vallone non sa spendere

In tempi di crisi, più che in altri periodi, spendere oculatamente le risorse finanziarie non è soltanto doveroso, oserei dire che è un impegno che deve accompagnare l’azione di ogni buona amministrazione.
Rilevare però che il comune di Crotone riceve una dotazione di 516.456,90 €, esattamente pari a un miliardo di lire, destinati a interventi di ripristino di opere pubbliche danneggiate, e che poi ne spenda soltanto 38.857,00 € appare un delitto contro l’intelligenza dei cittadini.
E’ una vicenda che risale al 2010 e che ha visto il comune inadempiente rispetto alla rendicontazione di azioni finanziate dalla regione Calabria, concentrate soprattutto sulle scuole cittadine. Erano previsti interventi sull’Alcmeone, Principe di Piemonte, Pizzuta e Codignola. Ma alla fine si è stati in grado di rifare soltanto la copertura del tetto di quest’ultima. Ottimo risultato, non c’è che dire.
Probabilmente la giunta precedente, governata dall’allora sindaco Vallone, ha ritenuto che non fosse necessario metter mano all’edilizia scolastica della città. Ma vedendo lo stato delle scuole non sarei proprio della stessa opinione.
Ci si augura a questo punto che la Regione Calabria autorizzi l’impiego delle risorse residue, evitando che vadano disperse e soprassedendo su quello che è stato definito “il cospicuo e ingiustificato ritardo con cui l’amministrazione comunale di Crotone ha trasmesso la rendicontazione dell’intervento realizzato e la proposta di modifica del progetto”.
Quanto accaduto stride fortemente con le dichiarazioni dell’assessore all’urbanistica che proprio di recente ha assicurato che tutti i fondi a disposizione sono utilizzati per gli investimenti pubblici. Consiglierei maggiore prudenza, visto che purtroppo in piazza della Resistenza l’organizzazione comunale non  brilla di certo per efficienza e trasparenza.
E’ una situazione paradossale che si ripete di continuo: da un lato la litania dei tagli, della mancanza di trasferimenti statali, delle casse regionali chiuse; dall’altro un ente che non riesce a spendere quanto gli viene dato.
Nel mezzo c’è una città che meriterebbe maggiore attenzione e dedizione sia da parte della politica che della burocrazia. Le responsabilità di entrambe sono evidenti, ma non sembra che vi sia consapevolezza dei danni sinora causati, per cui non si intravedono cambi di registro da parte di una guida amministrativa esitante ed incerta sulla rotta da seguire.

Cesare Spanò
Capo Gruppo Consiglio Comunale
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