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Venerdì, 22 Gennaio 2021

Bel concerto della giovane artista Allegra Ciancio

Allegra_Ciancio

 

Salotto culturale potremmo definirlo l’Auditorium del Liceo Musicale “O.Stillo” (Crotone), dove ormai, con cadenza settimanale, si tengono i concerti che la Società Beethoven ha programmato per la Stagione Concertistica 2012.
Domenica 29 Gennaio, malgrado l’inclemenza del tempo, era gremito da un pubblico eterogeneo (numerosi i  giovani) , in ogni ordine di posto, pronti ad ascoltare una giovane artista Allegra Ciancio, che con una tecnica perfetta, pulita ed incisiva ed una maturità artistica che non teneva conto dei dati anagrafici, ci ha offerto un recital di grande respiro.
Giovane si, Allegra Ciancio, proveniente dalla Scuola della Prof.ssa  Maria Pia Tricoli, del Liceo Musicale di Catania, che ha voluto per il recital di Crotone affrontare artisti e composizioni che normalmente si portano in programma quando l’artista ha raggiunto una certa maturità anche anagrafica.
Il programma comprendeva: F.Chopin: “Improvviso n.1 in La bemolle maggiore Op. 29”  , “Improvviso n.2 in Fa diesis maggiore Op. 36”   , “Improvviso n.3 in Sol bemolle maggiore Op.51” , “Improvviso in Do diesis minore Op. 66” ; F.Liszt: da “Années de pèlerinage, deuxièmeannée”, “Venezia e Napoli”: “Gondoliera” ,  “Tarantella”; da “Année de pèlerinage, première année”: “Vallée d’Obermann” ; dalle “Parafrasi delle opere di Verdi”: “Rigoletto” .
Un recital, quello della giovane artista, nel quale certe impazienze espressive erano sottolineate come frutto maturo di una evoluzione del gusto e della tecnica pianistica che partiva da molto lontano.
Una miscela di colloquialità e sapienza, di rispetto e voglia di acciuffare (e restituire) ogni motivazione d’arte, racchiusa nella scrittura delle composizioni eseguite, che funziona sempre anche nei capolavori estremi, quando la naturalezza della lettura s’intreccia alla metafisica della poesia.
Poggiando sempre su una linea pianistica di orgogliosa, eppure apportata eleganza, di fiducia assoluta negli autori eseguiti e nella prontezza del pubblico di capire l’anima dell’interprete                          e quella dell’appassionato divulgatore.
Uno Chopin, quello presentato dalla Ciancio, il cui carattere, metà nordico e metà meridionale, lo portava ostinatamente a non permettere che lo spirito letterario invadesse il suo campo musicale.
Di Liszt, ha saputo far emergere il suo cuore generoso e lo spirito letterario multiforme che ne faceva di lui un virtuoso unico al mondo, sensibile ed intelligente e che da lui provengono quasi tutti i virtuosi della II metà dell’800.
Fraseggio elegante, tempi piuttosto brillanti, armonie fugaci, controcanti, (melodici o di tocco), nei quali la Ciancio trova la complicità di detteggiature e fraseggi che non ci sono familiari.
Una bella serata raffinata ed elegante all’insegna del virtuosismo e della bellezza che si è conclusa con l’esecuzione di uno splendido valzer, sempre di Chopin.

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