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La Guardia di Finanza effettua un sequestro di beni in materia di prevenzione patrimoniale antimafia per oltre un milione di euro

Nella mattinata odierna, personale del Nucleo Polizia Tributaria di questo Comando Provinciale ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo d’urgenza emesso dal Presidente del Tribunale di Crotone – Sezione Misure di Prevenzione -, su proposta inoltrata dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro (Direzione Distrettuale Antimafia), Dottor Vincenzo Antonio LOMBARDO, ai sensi del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, nr. 159 (Nuovo codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione).

Il provvedimento, finalizzato all’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro e successiva confisca, colpisce Giuseppe GRANO, anni 47, di Mesoraca, attualmente sottoposto dal 2010 alla misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, in quanto gravato di numerosi precedenti penali e di polizia.

La pericolosità sociale del Grano viene desunta dalla sua appartenenza indiziaria alla nota cosca “Ferrazzo”, operante nel comprensorio di Mesoraca, della quale egli viene ritenuto elemento fondamentale di supporto e collegamento con la Svizzera nell’ambito di una complessa attività di riciclaggio, perpetrata attraverso società fiduciarie estere, costituite allo scopo di ripulire i proventi illeciti del sodalizio criminoso.

Gli accertamenti patrimoniali, delegati alle Fiamme Gialle crotonesi dalla Procura Distrettuale Antimafia, sono stati estesi anche ai componenti del nucleo familiare ed  hanno evidenziato la manifesta sperequazione  tra i redditi di modesta entità, dichiarati in questi ultimi anni, e l’ingente ricchezza accumulata nello stesso periodo.

Nello specifico, i redditi complessivamente dichiarati dai componenti del nucleo familiare del proposto sono apparsi sicuramente inidonei anche solo a soddisfare le esigenze primarie di vita.

Alla luce delle vigenti disposizioni dettate dalla normativa antimafia, l’autorità giudiziaria ha ritenuto che l’entità del considerevole patrimonio ricostruito a seguito dell’attività investigativa, stimato ad oltre un milione di euro, non trovasse giustificazione se non quale provento dell’attività criminosa posta in essere nell’ambito dell’organizzazione criminale di appartenenza.

Il provvedimento di sequestro ha riguardato:
-    il compendio dei beni relativi a nr. 2 imprese individuali (attività di ristorazione e di allevamento);
-    diversi appezzamenti di terreni agricoli per una superficie complessiva di oltre 50 ettari;
-    un fabbricato situato in una zona centrale del paese di Mesoraca;
-    disponibilità bancarie presso diverso istituti di credito;
-    nr. 3 autovetture;
-    nr. 1 motociclo.

L’operazione odierna conferma il continuo impegno della Guardia di Finanza, in perfetta sinergia con l’Autorità Giudiziaria, nell’attività di contrasto alla criminalità organizzata attraverso l’aggressione ai patrimoni illecitamente costituiti.

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