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Martedì, 14 Luglio 2020

Isola Capo Rizzuto - I Ragazzi di Casa Emmaus vincono il premio Fair Play al torneo “Antonio e Salvatore”

PREMIAZIONE

 

Si chiamano Minori Stranieri non accompagnati, ma ad Isola di Capo Rizzuto in tanti ormai li chiamano con il loro nome di battesimo oppure con il nome della abitazione che li ospita. Sono per molti, infatti, i “ragazzi di casa Emmaus”.

Quando sono arrivati in estate da pochissimi mesi erano sbarcati a Lampedusa e provenienti tutti dall’Africa sub sahariana (Mali, Somalia, Ghana, Costa d’Avorio, Gambia, Mauritania) conoscevano solo qualche parola in Italiano.
Ad  Isola, ad accoglierli non solo hanno trovato  il pool di operatori e di professionisti della Misericordia di Isola Capo Rizzuto e una casa accogliente ma anche la solidarietà dell’intero quartiere.

Hanno frequentato per tutta l’estate un corso di alfabetizzazione al mattino e nel pomeriggio hanno svolto varie attività, laboratori di musica, artistici e sportivi oltre che imparare a utilizzare il computer ed internet anche per avere qualche piccolo contatto con il loro paese.

Un percorso nel quale hanno trovato quasi sempre qualcuno che potesse loro dare consiglio e affetto, un passaggio per comprendere meglio il nostro paese e poter avere le basi per un’esistenza il più possibile normale lontani dalle loro terre, dai loro affetti.

Da settembre frequentano la scuola Cutuli di Crotone con la volontà di conseguire il diploma di scuola media, un trampolino di lancio per poter cominciare a lavorare, o continuare a studiare.

Intanto la Misericordia si è presa cura di loro anche a livello sportivo. Gianluca Cortese, che è tra i responsabili dell’equipe, ha cominciato ad allenarli nello sport più conosciuto in Italia ed è grazie a questo sport che hanno avuto la possibilità di farsi conoscere e interagire ancora di più in paese.

CLAUDIA 276

 

In ottobre, il loro allenatore ha avuto l’idea di metterli alla prova iscrivendoli al torneo “Antonio e Salvatore”, un torneo di calciotto molto sentito e partecipato da centinaia di giovani.

Certo che la giovanissima età e l’inesperienza dei ragazzi hanno giocato un ruolo determinante contro i più esperti giocatori italiani, ma la passione, l’entusiasmo e la gioia di rincorrere la palla non sono certo mancate e molte delle partite i ragazzi di Casa Emmaus le hanno anche vinte meritatamente.

Ma la cosa più importante è l’insegnamento che questi giovani migranti hanno impartito sul campo. Pur giocando a calcio con agonismo e, a volte con rudezza, non hanno mai litigato con gli avversari e non hanno mai protestato contro le decisioni dell’arbitro, tanto che l’unico cartellino giallo che è stato mostrato loro lo ha procurato un componente italiano della squadra!

Ed è per questo motivo che hanno meritato il premio fair play che è stato consegnato loro da Antonio Russo e Domenico Nicoscia durante il concerto degli Astiokena che si è tenuto in Piazza del Popolo la vigilia dell’Epifania.

Alla premiazione erano presenti l’avv. Pasquale Ribecco direttore di Casa Emmaus,  Gianluca Cortese, e l’educatrice Valentina Carvelli.

“Ringrazio la Misericordia perché in questi mesi ho imparato l’Italiano che è la cosa più importante  per affrontare la vita e viaggiare in Italia –dice Moussa, 16enne ospite in Casa Emmaus- mi piace molto giocare a pallone. Se io cammino per la strada e saluto una persona non la conosco bene, invece mentre si gioca ci conosciamo meglio”.

“Io sono difensore, anche se durante il mio amico Mohamadu mi ha passato la palla ed io ho fatto goal e sono stato felice per tutta la squadra –dice Lassine, 17enne originario del Mali- vorrei continuare a giocare a calcio”.

Casa Emmaus è per questi ragazzi, minori richiedenti asilo, un momento di passaggio importante, un ponte nella loro esistenza in cui ogni attimo della giornata è vissuto come momento di ascolto e di opportunità di gioia. I ragazzi che, compiendo la maggiore età, vengono trasferiti in nuovi centri sanno di poter contare su un’esperienza di accoglienza autentica e di una porta sempre aperta.

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