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L’on. Pacenza (Pdl) replica alle dichiarazioni rilasciate dal consigliere Battaglia

“Condivido in parte quanto affermato dal collega Battaglia nel commentare la sentenza che ha dichiarato incostituzionale la legge regionale che rimuoveva l’incompatibilità tra la carica di consigliere regionale e quella di sindaco, ma sento comunque il dovere di compiere ulteriori rilievi in merito ai contenuti del suo intervento”.

Il presidente del comitato per la qualità e la fattibilità delle leggi Salvatore Pacenza replica alla nota stampa diramata ieri dall’onorevole Demetrio Battaglia in cui il consigliere regionale del Pd stigmatizzava l’approvazione della legge 34 del 2010 (che, fra l’altro, eliminava l’incompatibilità a ricoprire contemporaneamente le cariche istituzionali di sindaco e membro dell’assemblea regionale), dichiarata di recente incostituzionale in molte sue parti per mano della Corte costituzionale. L’onorevole Battaglia, sempre nello stesso intervento, aveva poi asserito che “troppo spesso si legifera per accontentare gruppi di pressione e interessi di parte” e per questo aveva chiesto che “le leggi regionali, prima di essere definitivamente approvate, superino il vaglio di costituzionalità che può essere garantito da professionalità di tecnici giuristi, già presenti all'interno della Regione”.

Da qui i rilievi dell’onorevole Salvatore Pacenza presidente dell’organo consiliare chiamato in causa.

“È vero – prosegue l’onorevole Salvatore Pacenza – segnalo anch’io la presenza di professionalità di tecnici giuristi interni all’Amministrazione consiliare, che hanno dato certamente prova di alta qualificazione e competenza e di assoluta terzietà, come si conviene ad un tecnico. Ma devo far rilevare all’onorevole Battaglia che l’unico ‘giudice delle leggi’ non può che essere la Corte costituzionale. Proprio in virtù di questa considerazione non ritengo ipotizzabile un ‘sigillo di costituzionalità’ che possa essere apposto da un soggetto diverso dalla Corte suprema. Vorrei anche ricordare al collega Battaglia che la norma dichiarata incostituzionale è stata prima discussa (appassionatamente), poi motivata (ampiamente) e quindi approvata (sommessamente) in Aula. Anche se può sembrare eccentrico nell’attuale fase istituzionale, inviterei il collega dell’opposizione a non dimenticare che esiste ancora il primato della politica, ovvero il potere autonomo dell’Assemblea regionale che nulla ha a che fare con lobby non ben identificate e da lui menzionate nel suo intervento”.

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