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Giovedì, 26 Novembre 2020

Riorganizzazione scolastica, Lentini risponde

Se volessi rispondere a quanti hanno avuto da ridire sul piano della riorganizzazione scolastica operato dalla Provincia di Crotone , senza tenere in nessun conto le loro affermazioni, alcune onestamente fuori luogo nella loro grossolana superficialità e palesemente in malafede, me la potrei cavare con una battuta, com’è nel mio costume, e chiudere la discussione. Ma non lo farò, perché la battuta, per quanto efficace, non aiuta la discussione e soprattutto non aiuta la comprensione dei fatti, che invece a me interessano e anche molto. Allora vedrò di procedere con ordine e con pacatezza, insomma con sobrietà, per usare un termine molto frequentato in questi ultimi tempi.
Non prima di aver fatto una premessa, solo per tranquillizzare tutti : non so cosa siano né mi appartengono i complotti, le trame ed i giochi sottobanco. Fatta questa premessa, per me doverosa e necessaria, vengo al nocciolo della questione, partendo da un suggerimento che vorrei dare a tutti i “critici autentici”, pochi a dire il vero, del piano di riorganizzazione scolastica provinciale, che è quello di non farsi strumentalizzare da quanti in maniera subdola ed interessata, da incompetenti ed in malafede, stanno tessendo le fila di una polemica speciosa che tiene conto solo degli egoismi particolari. Ed allora, prima che l’incontinenza prenda il sopravvento sulla sobrietà, comincio subito con un’ affermazione. Per ciò che riguarda la riorganizzazione della rete scolastica provinciale il presidente Zurlo e la sua Giunta hanno inteso operare una scelta politica forte ed autorevole, la stessa fatta dai presidenti delle altre province calabresi e condivisa da molti amministratori locali: difendere il territorio stanti le difficoltà derivanti dalle caratteristiche orografiche dello stesso, dalla scarsità di collegamenti e, non ultimo, dal numero sempre più esiguo della popolazione studentesca. Per questi motivi, e solo per questi motivi, si è inteso procedere esclusivamente alla soppressione delle direzioni didattiche e delle scuole medie di primo grado, senza ridimensionare gli istituti comprensivi e le scuole medie di secondo grado già esistenti, anche se sottodimensionati, avendo piena consapevolezza della delicatezza e delle difficoltà del tema in oggetto. Per questo, dunque, e non per altri motivi oscuri ed inconfessabili, come vorrebbero far credere i “soloni” di turno, sono state assunte le inevitabili decisioni. Per cui, nel piano di riorganizzazione scolastica non sono stati soppressi l’Istituto Comprensivo di Crucoli , l’Istituto Omnicomprensivo di Cirò , l’Istituto d’Istruzione Superiore “Gangale”, l’Istituto Comprensivo di Caccuri , l’Istituto Comprensivo di Rocca di Neto, l’Istituto Comprensivo di Casabona, l’Istituto Comprensivo di Melissa, l’Istituto Comprensivo di Pallagorio , l’Istituto Omnicomprensivo di Santa Severina, l’Istituto Comprensivo di Scandale , l’Istituto Omnicomprensivo di Strongoli , l’Istituto Comprensivo di Verzino , l’Istituto Tecnico per geometri “Santoni”, l’Istituto Tecnico nautico “Ciliberto”, l’Istituto Tecnico commerciale “Lucifero”, anche se tutti sottodimensionati, anzi fortemente sottodimensionati.
Come assessore provinciale alla Pubblica istruzione, dopo aver avuto il consenso di tutti gli attori della conferenza scolastica provinciale, ho chiesto, non prima di essere passato nella competente Commissione consiliare, di portare il piano di organizzazione scolastica provinciale all’attenzione del Consiglio provinciale del 18 novembre 2011 per l’approvazione ed il successivo inoltro alla Giunta regionale ed all’Ufficio scolastico regionale. Nel fare questo non mi sono lasciato condizionare da niente e da nessuno, né ho tessuto trame contro qualche territorio per favorirne altri . Territori che del resto io credo si difendano non con le chiacchiere ma con gli atti concreti, anteponendo agli interessi particolari gli interessi generali.                                                                       Non ho altro da aggiungere e non aggiungerò altro anche se nel prossimo futuro dovessi essere tirato per la giacchetta, essendo difficile che possa essere tirato per i capelli.

Giovanni LENTINI Assessore alla Pubblica Istruzione

Provincia di Crotone

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