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Giovedì, 02 Luglio 2020

Iaconis: i nostri politici lontano dalla realtà

All’indomani della rielezione di Peppino Vallone a Sindaco di Crotone avevo auspicato una concertazione di interventi sostanziali fra Enti diversi ma che, in teoria, non dovrebbero essere concorrenti, finalizzata semplicemente alla individuazione ed alla risoluzione delle troppe
problematiche che ci hanno resi il fanalino d’Europa.
Con lo scorrere dei mesi e specialmente a leggere gli ultimi interventi ed a constatare le ultime iniziative, devo riscontrare che questa volonta’ di cooperazione manca a discapito, invece, di una attività frenetica che mira a dare spazio e rilievo ad una corsa puramente politica e partitica con
esternazioni individuali miranti ad individuare il nemico pubblico numero uno di turno, l’incompetente dell’occasione e l’ipotetico affarista di professione con l’intento di far saltare il banco per poi salire sul carro dei futuri privilegiati.
Esternazioni estemporanee sul di chi è la colpa di questo o quel problema, inviti a confronti lanciati con l’intento di denigrare, raccolta di firme finalizzata a mostrare la potenza di muscoli politici, partecipazioni attive a manifestazioni che nascono pure e finiscono macchiate e strumentalizzate, silenzi di fronte a questioni che attanagliano popolazioni del comprensorio, disimpegni tacciati per protesta, cambi di casacche non motivati sono la cartina al tornasole di un marasma politico da cui quasi tutti cercano di mettere il naso fuori nel tentativo di piazzarsi su blocchi di partenza piu’ vantaggiosi.
Mai come in questo periodo si è verificato un pressing sulle menti delle persone con lo scopo di denigrare e distruggere chi cerca di fare o almeno mettere una pezza (magari anche sbagliando) per porre rimedio a decenni di inerzie per prendersi poi epiteti allo stadio che intona “pezzo di m….”.
Ma possibile che questo popolo crotonese non riesca a capire che se è tutto un paese nazionale che sta andando allo sfascio con spreads, crisi finanziarie e compagnia bella, noi poveri appartenenti alla provincia di Crotone siamo e saremo quelli che piu’ pagano e pagheranno i periodi di crisi?
Possibile che non si comprenda che i periodi delle vacche grasse sono irrimediabilmente finiti e che se non ci rimbocchiamo noi per primi le maniche fra qualche anno saremo a tutti gli effetti considerati non terzo ma quinto mondo?
Possibile che quasi tutta la classe politica crotonese non comprende che ora è il momento di fare fronte comune e combattere insieme per vincere le battaglie per il bene del nostro territorio o pretendiamo davvero che un colosso come l’ENI dia ascolto a qualche isolato membro istituzionale
animato di buona volontà ma inesorabilmente lasciato solo da tutta una classe politica cittadina a tutti i livelli.
Mi sorprende e mi fa specie che il Sindaco Vallone e l’on. Sulla, fino a qualche mese fa acerrimi nemici, ora organizzino tavoli e conferenze stampa per attaccare la vicepresidente Stasi solo perché è il personaggio politico oggi più in evidenza che finalmente ha avviato in questa città una "politica del fare" ed il "fare" forse disturba questi signori, Mi sorprende che Vallone sia in prima linea con tanto di fascia da Sindaco quando c’è da contestare la Regione ma mandi la sua Vice quando c’è da onorare i caduti delle Forze Armate e soprattutto non degni di una risposta concreta le domande che gli provengono dalla sua opposizione. Mi sorprende che l’on. Ciccio Sulla ora si sia risvegliato da un torpore di anni e si sia reso paladino delle ingiustizie che, a suo dire, il territorio di Crotone riceve sui ritardi delle royalties.
Mi sorprende che alla proposta concreta della Vicepresidente Stasi sulla bonifica, opinabile o meno, poche voci si siano levate e non di dissenso.
Gia’, il dissenso, cosa diversa dal dileggio perché il dissenso puo’ essere incitante, puo’ avere caratteri positivi e questo non è consentito perché obiettivo primario è colpire ed affondare chi ha obiettivi e nulla importa se gli scopi sono personali o sociali, gli avversari diventano nemici e come
tali sono da eliminare come in guerra, non si fanno prigionieri. Molto meglio dileggiare, criticare gratuitamente restando pero’ nel limbo dell’inoperosità e del lamento costante, una inattività che alla lunga paga perché chi agisce puo’ sbagliare e se sbaglia deve pagare.
Ha fatto bene la Vicepresidente Stasi a non accettare alcun confronto pubblico con il consigliere Sulla, soprattutto quando il confronto si riduce a tutto questo ossia a guerre di piazza, incitate tra l'altro da mezzi di informazioni che poco hanno da raccontare sulla vera informazione e si prostano al servizio di una parte politica. Sarebbe ora di passare alle denunce.
Ma mi sorprende pure che un partito come il PDL scelga il silenzio.
In un quadro del genere l’inevitabile è che gli avversari compatti prendano il sopravvento ora caricando ed istigando la popolazione dando l’apparenza che i guasti che subiamo siano sorti solo da un anno e mezzo e domani vincendo altre competizioni elettorali.
Certa gente è maestra in queste cose, non guarda quello che succede a casa sua con un Mussi che sbatte la porta andando via e dicendo ai suoi compagni “ e mo’ basta”, ma punta il dito altrove per mascherare i propri fallimenti, quelli si, figli di incompetenza, di azione approssimativa e destinati al bene di pochi.
Si faccia un mea culpa generale, si evitino errori del passato, si riconoscano gli errori fatti e si corregga il tiro, si spieghi il perché di certe scelte e si spieghi il perché di certe dissensi, si guardi avanti con spirito di collaborazione convinti che l’appartenenza a diversi partiti non si traduca in
partecipazione ad una guerra in cui si è nemici ma il riconoscimenti di essere si avversari, ma di combattere una battaglia comune perché gli elettori, che votino destra sinistra o centro, sono sempre tutti nostri concittadini, e la politica ha una sola missione: l’interesse della gente.
Giovanni Iaconis
Componente del direttivo PDL

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