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Mercoledì, 24 Febbraio 2021

Pacenza: 9 milioni di euro per le infrastrutture sociali

La VI Commissione (Affari europei) ha espresso parere favorevole all’unanimità sulle direttive d’attuazione emanate dalla Giunta regionale (ai sensi dell’articolo 1 della legge regionale 12 dicembre 2008 n.40) per la concessione di contributi in regime de minimis, finalizzati alla realizzazione, al potenziamento e alla riqualificazione di infrastrutture sociali nel territorio regionale.

Si tratta di finanziamenti per 9 milioni di euro che la Regione reperirà attingendo alle risorse comunitarie messe a disposizione dell’asse IV (Qualità della vita e Inclusione sociale) del Por Fesr 2007-2013 (Linea di intervento 4.2.1.1). Gli interventi previsti nelle Direttive prevedono il rafforzamento del sistema e della rete delle infrastrutture sociali calabresi nell’intento di: migliorare i servizi di assistenza agli anziani, ai minori, ai diversamente abili; sostenere e promuovere di tali categorie svantaggiate; valorizzarne le loro capacità, promuovendo il ruolo attivo di queste persone all’interno della comunità, ossia garantendogli uniformità d’offerta e limitazione di sperequazione.

Potranno essere soggetti beneficiari dei finanziamenti gli Enti locali, le imprese e i loro consorzi, gli Enti, le Istituzioni ecclesiastiche, le organizzazioni no-profit; ma anche le imprese individuali, quelle societarie, cooperative, consortili, le associazioni di imprese o di “contratto di rete” che abbiano i requisiti previsti nelle stesse direttive e dal Regolamento (CE) 800/2008.

Il presidente del Comitato regionale per la qualità e la fattibilità delle leggi, Salvatore Pacenza, ha dichiarato in proposito: “Il parere favorevole espresso all’unanimità dai membri della VI Commissione esalta il carattere assistenziale e sociale di queste direttive che sfruttano appieno le opportunità offerte dai finanziamenti europei. In una regione come la Calabria c’è ancora tanto da fare in favore delle cosiddette categorie svantaggiate. Grazie a questi nove milioni di euro le case di cura, i centri diurni, le case famiglia, i centri socio-educativi e le altre strutture socio-assistenziali potranno rafforzare i loro servizi in modo da potenziare delle cosiddette reti territoriali previste col Piano di rientro dal debito sanitario. È in questo modo che anziani, disabili e malati terminali potranno godere di un’assistenza continua e qualificata senza interferire nelle dinamiche di ospedalizzazione. In estrema sintesi, è anche con interventi simili che si va verso l’efficientamento del sistema sanitario regionale”.

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