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Isola Capo Rizzuto - Don Edoardo, Pino Nano e Pier Luigi Vigna a "Uno Mattina"

“Salvare la Calabria si può e lo si può fare, meravigliosamente bene anche dai luoghi più degradati della Regione”.

 

Questo il messaggio forte lanciato da don Edoardo Scordio, sacerdote simbolo di Isola Capo Rizzuto, dai teleschermi di Uno Mattina che ha dedicato lo spazio di apertura di stamattina alle ore 6.00, mercoledì 5 ottobre, al riscatto della Calabria.

 

La trasmissione ha avuto come ospiti, insieme a don Edoardo, il procuratore Piero Luigi Vigna ed il giornalista Pino Nano che insieme hanno ricostruito la storia difficile di questi ultimi 20 anni sul fronte della legalità nel crotonese. Ne è venuto fuori un vero e proprio manifesto in difesa della Calabria che don Edoardo Scordio ed il procuratore Vigna definiscono la “Primavera di Isola”.

 

<<Nella prefazione – ha spiegato Vigna - ho scritto che Isola Capo Rizzuto dovrebbe diventare un continente o quantomeno un arcipelago, perché una delle mie “fissazioni” è quella di contrapporre alla parola criminalità organizzata quella di legalità organizzata. Il creare tante isole che si uniscono per formare un arcipelago dà proprio questa idea di legalità organizzata della quale è sicuramente promotrice l’opera di don Edoardo Scordio a Isola Capo Rizzuto, un luogo molto colpito un tempo dalle organizzazioni criminali come un po’ tutta la Calabria>>.

 

<<Venti anni fa – ha raccontato Pino Nano - , quando capitai per la prima volta ad Isola Capo Rizzuto, incontrai un giovanissimo sacerdote che aveva un sogno, quello di poter scardinare lo strapotere delle cosche mafiose di quella zona. Pensavo fosse utopia, follia, il ragionamento di un giovane intellettuale che, arrivato da Milano, pensava di poter stravolgere il mondo e me ne sono innamorato.

L’ho seguito per anni e mi sono reso conto che con coraggio, con la caparbietà che ha avuto, le cose si possono cambiare. Ha stravolto uno schema negativo, ridando ai giovani di quel paese, la speranza che sembrava morta per sempre>>.

 

<<Sono stato mandato in Calabria – ha ricordato don Edoardo - per un progetto da attuare, ovvero quello di ricostituire il tessuto sociale ed ecclesiale di un territorio difficile e particolare che aveva bisogno di interventi forti. Sono da più di 30 anni in questa terra e me ne sono innamorato da matti, soprattutto della gente perché sono di un’estrema generosità, intelligenza e capaci di cose bellissime se guidati e aiutati in vario modo, verso progetti positivi>>.

 

Su come operare, Vigna ha sottolineato che << Per 46 anni ho fatto il pubblico ministero che per definizione è un repressore. Ma mi sono accorto in tutto questo tempo che la prevenzione è molto più utile e significativa della repressione che arriva dopo. Per fare un esempio, noi con una pena mettiamo un cerotto su un delitto già commesso; con la prevenzione cerchiamo di evitarlo. Solo che la repressione è più facile da raggiungere perché si opera in due: polizia giudiziaria e magistratura. Nella prevenzione gli attori che dovrebbero partecipare sono molto di più: le politiche sociali, la scuola, la burocrazia, il mercato del lavoro che è secondo me la cosa fondamentale (il lavoro legale). L’opera ammirabile di don Edoardo Scordio insieme alla Misericordia perché la Chiesa nel tempo è riuscita a coniugare l’impegno ecclesiale con quello sociale. I ragazzi che sono stati vicini a don Scordio, lavorano, sono professionisti. Tutto regolare, tutto con un rapporto con lo Stato perfetto, per le assunzioni, per le forniture. È una cosa veramente ammirabile>>.

 

<<Il problema principale ha chiarito don Edoardo - non credo sia quello di combattere qualcuno ma quello di creare i presupposti perché ci sia una convivenza pacifica. Il lavoro che abbiamo fatto in questi anni, e che stiamo facendo, è di dare lavoro a circa 350 giovani e di aver creato una base di legalità e anche culturale perché questi giovani fanno progetti. In questo momento un mio giovane si trova al Ministero per l’apertura delle buste di un appalto con un progetto nostro>>.

 

In conclusione, Pino Nano ha sostenuto che <<Dico sempre a don Edoardo che il tuo Dio ti ha salvato perché lui ha fatto in Calabria quanto don Puglisi ha fatto a Palermo. La nostra Primavera in Calabria porta il suo nome così come la Primavera di Palermo porta anche il nome di don Puglisi>>.

 

Insomma, una vera e propria lezione di legalità e di antimafia in una delle trasmissioni più seguite della Rai.

 

 

 

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