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Mercoledì, 27 Gennaio 2021

Isola Capo Rizzuto - Don Antony Ifeanyi Ezeadum ordinato sacerdote

BUONA 4

 

Grande festa per la comunità di Isola di Capo Rizzuto per una vicenda un po’ particolare iniziata dieci anni fa con un provvidenziale “eccomi” pronunciato da Anthony che dalla lontana Nigeria è approdato a Domodossola, al Noviziato dell’Istituto della Carità e che oggi ha compiuto una tappa fondamentale con l’ordinazione sacerdotale nel Santuario della Madonna Greca a Capo Rizzuto.

 

L’Ordinazione è stata compiuta da Mons. Domenico Graziani, arcivescovo di Crotone, ed erano presenti con il Padre Provinciale dei rosminiani, don Claudio Papa, sacerdoti e chierici rosminiani e diocesani, le comunità femminili rosminiane della Calabria, gli Ascritti rosminiani, una folta presenza della Comunità di Isola e un bel gruppo di ospiti del Centro di accoglienza di S. Anna che hanno pregato, cantato e danzato al ritmo dei tamburi e, non ultimi, gli zii e il parroco di Anthony.

 

Una storia particolare quella del nuovo sacerdote che la Provvidenza, storia d’Amore personale e universale e che usa mezzi e modi a noi poco conosciuti, ha condotto con cura amorevole.

 

Nella società multirazziale e multietnica in cui noi stiamo cominciando a vivere, non per caso, a Isola, la presenza di Anthony ci richiama quella parola di S. Paolo che pure ha vissuto in una società simile alla nostra, quando ci dice che “qui non c’è più greco o giudeo, barbaro o sciita, schiavo o libero, ma Cristo è tutto in tutti” (Colossesi 3, 11).

 

Un grande salto di qualità nella convivenza dei popoli che ha portato, se pur lentamente, ad una trasformazione dei rapporti tra persone e popoli e ad una integrazione sia sul piano spirituale che su quello sociale.

Il grido di gioia sull’altare dello zio di Anthony, il canto e la danza degli ospiti del Cda-Cara, non sono certo uguali nelle espressioni alla compostezza solenne della celebrazione liturgica , al canto polifonico e melodioso dei due cori, alla preghiera altrettanto corale di tutta l’assemblea liturgica. Sono anime diverse di una stessa umanità con caratteristiche emotive ed espressive diversificate ma comunque unite dall’amore del Cristo che è “tutto in tutti”.

 

Nel Santuario , durante la celebrazione c’è stato bisogno del traduttore, il Parroco della parrocchia in Nigeria di Anthony ha avuto occasione di incontrare i sacerdoti originari della Nigeria, con i chierici rosminiani venezuelani , indiani e italiani: una geografia variegata di usi , costumi, lingua, mentalità diverse che a fatica noi del piccolo paesello di Isola capiamo a prima vista ma che il Cristo ci chiede di accogliere e capire pena la guerra xenofoba e razziale che vediamo in tante parti del mondo.

 

Le parti della celebrazione sono state molte e significative: dalla lunga prostrazione davanti all’altare dell’ordinando mentre venivano solennemente cantate le litanie dei santi, segno di totale abbandono a Dio , all’imposizione delle mani dapprima da parte dell’Arcivescovo e poi da ognuno dei   concelebranti, l’atto più importante che trasmette ad Anthony la grazia del Sacramento dell’Ordine mediante il dono dello Spirito Santo che lo fa appartenere a Cristo nella dignità presbiterale,   alla unzione delle mani con il sacro e profumato Crisma, segno di consacrazione ed elezione, quelle mani che consacreranno il Pane Eucaristico, ungeranno con l’olio della guarigione i malati, assolveranno i penitenti dai peccati, si alzeranno al cielo per intercedere a favore dell’umanità.

 

Una consacrazione, quella che abbiamo vissuto, di cui mai nessun uomo sarà degno come ha detto don Edoardo durante i tre giorni di preparazione all’evento, in Duomo : Dio sceglie peccatori per salvare peccatori, perché ciò che salva è la Sua grazia e potenza che passa attraverso quanti accettano di essere suoi strumenti.

 

Emozionante il momento nel quale Anthony viene vestito dei paramenti sacri, la stola e la casula,dono della Comunità e questa azione la compie don Edoardo quale superiore e padre formatore dell’ordinando. Un applauso scrosciante di tutta l’assemblea accompagna il gesto cui segue una vera e propria esplosione di gioia sul presbiterio dello zio di Anthony, venuto dalla Nigeria, con un grido altissimo, in ginocchio, di lode ripetuta al Signore.

 

Nei ringraziamenti finali fatti dal Parroco di Anthony, da un membro del Cda, dallo zio, dal Padre provinciale rosminiano don Claudio Papa merita particolare ricordo quanto in ultimo tra la sua e la commozione di tutti, ci dice don Edoardo: “E’ il secondo sacerdote che viene consacrato in questo Santuario della Madonna, il primo d. Antonio Ammirati, donato dalla Chiesa di Isola alla Chiesa italiana dove svolge a Roma un delicato servizio nel campo delle comunicazioni , il secondo don Antonio Ezeadum donato dalla Chiesa di Africa alla Chiesa di Isola alla presenza di fedeli di ogni parte del mondo.

 

In questo Santuario, in questa piccola Comunità oggi la Chiesa universale è miracolosamente presente e viva: grande è la nostra fede. Non tutto avviene per caso. Neanche il fatto che entrambi si chiamino Antonio e qui veneriamo con una statua possente il beato Antonio Rosmini!

 

Un ultimo messaggio “ho il dovere di comunicarvi, ha proseguito poi don Edoardo, ieri sera don Gabriele dal suo letto di sofferenza ha voluto fare un gesto assai significativo verso Anthony: gli ha consegnato una preziosa stola dono dei suoi parenti per il suo cinquantesimo di sacerdozio, il segno del servizio sacerdotale, benedicendolo! Un passaggio di consegne quindi. Questa sera lo stesso don Gabriele a me, prima di venire qui. ha lasciato, parlando con molta fatica, questo pensiero per l’ordinando: “La mia ha detto, è una valutazione: oggi il Signore chiede che la tua libertà si allarghi senza misura per servire l’umanità intera!”

 

Ecco, cari fratelli e sorelle cosa sta avvenendo ed è tutto grazia: un sacerdote , don Gabriele sta salendo, lentamente come Gesù al Calvario, al cielo, un altro sacerdote ci viene donato su questa terra per continuarne il servizio e la missione. Gloria al Signore!”

 

Il giorno seguente il novello Sacerdote ha celebrato la sua prima Messa circondato dai con celebranti confratelli, dal suo parroco e dall’ assemblea festante di tutta la comunità. E’ diventata nostra l’usanza Nigeriana che il novello sacerdote benedica gli altri sacerdoti ad uno ad uno, i gruppi dei più stretti collaboratori, accoliti, religiose, consiglio pastorale, parenti e infine l’assemblea. La cerimonia si è conclusa con grande gioia di tutti con il tradizionale bacio delle mani consacrate.

 

Concludendo è doveroso ringraziare tutti coloro che hanno intensamente collaborato alla buona riuscita di questo grande evento: i due cori Elèusa e dell’Assunta, le suore rosminiane, Mario Tipaldi infaticabile organizzatore liturgico e altro, don Lino Le Pera cerimoniere diocesano, gli ascritti rosminiani, i nostri chierici del Collegio internazionale di Roma con il loro superiore don Eduino Minestrina e tutta la Comunità di Isola di Capo Rizzuto.

 

 

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